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INIZIA L’EPOCA DI ALFREDO ROCCO

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Tra gli uomini voluti da Benito Mussolini troviamo anche Alfredo Rocco, il legislatore

del regime. Molte leggi da lui concepite sono ancora vigenti nel nostro ordinamento.

Nato a Napoli nel 1875, nel 1910 tiene la cattedra di diritto commerciale all’Università di Padova fino al 1925, anno in

cui Mussolini gli affida il ministero della giustizia. Rocco vede si avvicina al fascismo vedendovi in esso il movimento

che porta lquell’organizzazione che lui ritiene la base delle grandi civiltà che hanno fatto la storia.

A lui si deve la pubblicazione del Codice Penale e di quello di Procedura Penale avvenuta nel 1930 e sopravissute alla

caduta del Fascismo nel 1945.

Nel 1932 lascia l’incarico di ministro della giustizia e degli affari di culto per assumere la carica di Rettore

al’Università di Roma, posizione che occuperà fino alla morte avvenuta il 28 agosto 1935.

Per uscire velocemente dalla bufera in cui si è venuto a trovare, Mussolini si mette alacremente al lavoro: il 12gennaio,

un decreto disciplina severamente l’apertura d’ogni circolo, e vieta ad ogni dipendente pubblico di far parte di qualsiasi

tipo d’associazione.
Detto decreto sarà esteso successivamente ai magistrati, ai docenti universitari e perfino alle associazioni dei

combattenti, quelli che gli avevano dato non poco appoggio nella fondazione dei fasci, ma che stanno sempre più ostentando

una posizione d’indipendenza nei suoi confronti.

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