CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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I PRIMI GRANDI INDUSTRIALI NEL MONDO DEL CALCIO

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Nemmeno il tempo di rifiatare e un mese dopo la fine del campionato 1923-24 È già ora di pensare a quello successivo.

Nonostante sia tornata a mani vuote dalla spedizione di Parigi, l’ottima figura fatta dalla nazionale di Pozzo dà ancora maggior popolarità al football. Esso è ormai diventato il passatempo di massa della domenica di un’Italia avviata, molto faticosamente e con gravi tumulti interni, sulla strada di una certa stabilità sociale ed economica. In verità l’opinione pubblica, a qualsiasi livello, è ancora scossa dalla morte cruenta di Giacomo Matteotti che sta gettando un’ombra oscura sulla condotta del governo di Mussolini. Inizia qui l’opera della stampa asservita al regime che, anche nel tentativo di
stemperare la tensione salita progressivamente oltre i livelli di guardia, dà sempre maggiore risalto ai risultati sportivi, come è avvenuto il 13 luglio del 1924 quando una FIAT batte il record di velocità raggiungendo i 230 all’ora.

Lo sport trova sempre maggiore spazio sui quotidiani nazionali e la cosa non passa inosservata agli industriali desiderosi di avere visibilità. Il calcio è visto come ottimo veicolo pubblicitario, non tanto sotto l’aspetto di un ritorno economico, bensì per il suo ritorno d’immagine. Uno dei maggiori centri industriali dell’epoca è senz’altro Torino e, ironia della sorte, quest’anno vede l’entrata sulla scena calcistica di due famiglie che, a modo loro, cambieranno la storia del football nazionale: la famiglia Agnelli acquista la Juventus con la quale legherà per sempre il proprio nome, mentre il Conte Marone Cinzano rileverà il Torino per iniziare una politica di grandi acquisti che ne faranno una delle più forti compagini mai viste.

Che questo sia un anno di trasformazione è testimoniato anche da un altro fatto: viene regolarizzata la posizione di Virginio Rosetta il quale potrà militare senza problemi nella Juventus. Arrivano in Italia anche buoni calciatori stranieri come l’ungherese Povolni alla Reggiana e gli austriaci Winckler e Kreuzer alModena. Anche l’Hellas Verona si da da fare ingaggiando il grande Felice Levratto. L’acquisto è facilitato dal fatto che il giocatore svolge il servizio militare in terra scaligera.

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