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RIECCO VITTORIO POZZO C.T. AZZURRO!

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La situazione è caotica, ma si riesce comunque a prendere la decisione di nominare Vittorio Pozzo Commissario Unico della squadra nazionale: sembra

di rivivere la stessa situazione di dodici anni prima quando il tecnico piemontese si trovò a preparare le Olimpiadi di Stoccolma. Il primo impegno che deve

affrontare la nazionale
azzurra condotta da Pozzo è la gara contro la Spagna, nazione emergente che ha il suo punto di forza nel portiere Riccardo Zamora, di

cui si dicono cose strabilianti. Passa per essere imbattibile, ma non esistendo radio e televisione, i racconti sui calciatori stranieri hanno ancora un alone

mitologico il che favorisce la nascita delle leggende. L’avvenimento, ovviamente, è molto sentito. Per l’occasione Pozzo fa esordire il portiere genoano Giovanni De

Prà e gli attaccanti Edoardo Catto, sempre del Genoa e Borello della Pro Vercelli. In difesa rientra Virginio Rosetta, nonostante la forzata inattività,
mentre a centrocampo Pozzo si affida alla linea mediana del Genoa Barbieri, Burlando, Leale, completando il reparto addetto alla costruzione del gioco con la coppia di

mezz’ali formata da Luigi Cevenini e Adolfo Baloncieri. Pozzo, inoltre, recupera alla nazionale l’ala destra interista Leopoldo Conti,
rientrato in squadra dopo quattro anni.

41: Milano (Campo Milan, Viale Lombardia) –domenica, 9 marzo 1924 – ore 15,15

ITALIA–SPAGNA 0-0 (Am.)

ITALIA: De Prà (Genoa) 1, V. Rosetta (Juventus) 6, R. De Vecchi (Genoa) 37 (cap.), Barbieri (Genoa) 11, Burlando (Genoa) 13, Leale (Genoa) 2, L. Conti (Inter) 2,

Cevenini III (Inter) 17, Catto (Genoa) 1, Baloncieri (Alessandria) 12, Borello (Pro Vercelli) 1. C.T.: V. Pozzo.

SPAGNA: Zamora, Rouse, Acedo, Gamborena, Meana (cap.), Peña, Piera, Samitier, Zabala, Laca, M. Aguirrezabala.C.T.: Pendlaw.

ARBITRO: Christophe (Belgio)

SPETTATORI: 20,000

Dopo una delle partite più dure mai disputate, tanto che più volte si è sfiorata la rissa contando da ambo le parti giocatori pesti e contusi, la

nazionale italiana esce con un salutare risultato di parità. Il grande protagonista della squadra azzurra è il portiere esordiente Giovanni De Prà, capace di parare

l’imparabile ai giocatori spagnoli gia conosciuti come “le furie rosse”. Gli attaccanti iberici hanno provato in tutti imodi a violare la porta azzurra usando le

maniere forti soprattutto nei calci d’angolo nei confronti del nostro portiere. Per il giovane De Prà ci sarà anche la soddisfazione di ricevere i complimenti del

mitico estremo difensore spagnolo Zamora. Il “Guerin Sportivo”, rivista specializzata che illustrerà gran parte della storia del nostro calcio, dopo una sottoscrizione
nazionale, gli offre una medaglia d’oro come riconoscimento per il coraggio e per la splendida gara disputata costatagli parecchi giorni d’ospedale. Si tratta del

primo di tanti infortuni che, purtroppo, hanno caratterizzato la carriera del portiere genoano. Spericolato nelle uscite, mai timoroso di affrontare
l’avversario, Giovanni De Prà diventa il primo portiere idolo delle folle, iniziando la tradizione che descrive gli estremi difensori delle compagini come persone

bonariamente svitate. La medaglia, che gli è stata consegnata la domenica successiva sul campo della Sampierdarenese dove i suoi compagni erano
impegnati nel derby cittadino, è stata regalata dal leggendario portiere rossoblù ai genoani e nel 1979, dopo la sua morte, verrà sotterrata a lato di un palo della

porta situata verso la gradinata nord dello Stadio Luigi Ferraris. Disotterrata per la ristrutturazione dell’impianto, a lavori finiti nel
1990 ritorna al suo posto sotto la nord.

Mentre a Genova si freme per la nazionale, lo stesso giorno un’intera regione aspetta di conoscere chi sarà la sua rappresentante nel girone di semifinale della Lega

Centro-Meridionale. La gara si disputa a Messina e dopo un incontro combattuto il Palermo espugna il campo della squadra dello stretto per 3
a 2.

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