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L’ITALIA AL VOTO MENTRE LA NAZIONALE CROLLA IN UNGHERIA

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Un’intera nazione, però, aspetta di conoscere quale sarà il suo futuro. A fine gennaio sono state sciolte le camere e il 6 aprile vengono indette le nuove elezioni. Il tema predominante è ancora la sconfitta del pericolo rosso”. Per poter raggiungere lo scopo Mussolini propone di entrare su un’unica lista, detto poi “il listone”. Il concetto viene ribadito anche il 24 marzo al Teatro Costanzi dove per la prima volta, è utilizzata la radio che trasmette il discorso
in varie zone della città. Compare così sulla scena quotidiana uno strumento che porterà nelle case degli italiani la musica le notizie buone o cattive, ma anche le imprese di quelli che già sono gli eroi della domenica. Sarà la radio a far gioire la nazione nel 1934 e nel 1938 quando narrerà le vittorie
della nazionale ai mondiali e sarà sempre la stessa a far piangere un’intera nazione quando, una sera di maggio del 1949 darà la notizia che la più grande squadra di tutti i tempi ha cessato di vivere contro la collina di Superga.

Mentre la popolazione si reca alle urne per decretare la definitiva ascesa al potere di Benito Mussolini, la nazionale è impegnata nel terzo test di preparazione alle Olimpiadi in Ungheria. La gara arriva nel bel mezzo della volata per la conquista dei gironi, pertanto non è gradita dalle maggiori contendenti: Bologna
e Genoa. La federazione vorrebbe intervenire per imporre alle società di lasciar partire i giocatori di cui Pozzo ha bisogno ma l’allenatore, contando sulla sua amicizia con quasi tutti i componenti del mondo del calcio, decide di intervenire in prima persona. Il Genoa concede il solo De Vecchi, capitano
della squadra e molto legato ai colori azzurri, ma trova il pretesto per non concedere gli altri. Pozzo si rivolge allora al Bologna; gli emiliani, però, sono impegnati in un duro testa a testa con il Torino così si comportano come i rivali liguri.

Il tecnico piemontese mette assieme la rosa per l’Ungheria per telefono, dando la preferenza a chi ha già il passaporto pronto. Esordiscono il portiere Giampiero Combi e la mezz’ala della Pro Vercelli Rosso.
42: Budapest (M.T.K.) –domenica, 6 aprile 1924 – ore 14,30

UNGHERIA-ITALIA 7-1 (Am.)

RETI: 17’ e 42’ Braun rig., 49’ Eisenhoffer, 59’, 60’ e 69’ Molnar, 70’ Opata, 76’ Cevenini III rig. (I)

UNGHERIA: Zsak, Fogl II, Fogl III, Toth, Pruha, Blum, Braun, Molnar, Opata, Eisenhoffer, Jeny.

ITALIA: Combi (Juventus) 1, V. Rosetta (Juventus) 7, R. De Vecchi (Genoa) 38 (cap.), Cevenini III (Inter) 18, F. Romano (Reggiana) 5, Aliberti (Torino) 5, L. Conti (Inter) 3, Ardissone (Pro Vercelli) 2, Baloncieri (Alessandria) 13, Rosso (Pro Vercelli) 1, Monti III (Padova) 3. C.T.: V. Pozzo.

ARBITRO: Seemann (Austria)

SPETTATORI: 40,000
L’Italia tiene il campo dignitosamente solo nel primo tempo, ma nella ripresa si assiste ad un vero e proprio tracollo.

E’ la sconfitta più pesante mai subita dalla nostra nazionale. Ci si rende conto che per affrontare al meglio le prossime Olimpiadi c’è bisogno degli uomini più forti in circolazione.

Come detto, il 6 aprile si svolgono le elezioni in un clima di tensione. Il listone dei fascisti guadagna il 64,9 % dei voti mentre le opposizioni si attestano al 35,1 %; ora Mussolini ha ottenuto anche la legittimazione popolare.

Mentre l’autoritarismo di Mussolini riceve l’imprimatur dei voti, due giorni dopo viene a mancare il generale Cesare Bava Beccaris, l’uomo che nel 1898 aveva sedato a colpi di cannone le manifestazioni di Milano provocando centinaia di morti.
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