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LE FINALI DI LEGA E LA MORTE DI GIACOMO MATTEOTTI

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La tensione nel Paese è salita alle stelle, ma il calcio prosegue la sua storia. A roma, il 15 giugno, l’Alba, vincendo 2 a 0 lo spareggio con l’Audace Taranto, si qualifica per il girone di semmifinale del campionato centro-meridionale.

La nazionale, intanto, conclude la sua positiva esperienza olimpica che, pur terminata senza medaglie, lascia il bel ricordo della vittoria per 1 a
0 sulla Spagna.

Riprende il cammino anche della Lega settentrionale che deve stabilire la propria vincitrice. Lo stesso giorno, a Marassi, scendono in campo Genoa e Bologna per contendersi nella partita d’andata il passaggio alla finalissima del campionato. Lo stadio genovese e’ stracolmo e i padroni di casa, costretti a rinunciare al jolly Daniele Moruzzi, in una partita combattutissima, sconfiggono la giovane compagine felsinea per 1 a 0 grazie ad un gol realizzato all’84’ dall’ala destra neri, abile a mettere in rete una respinta del portiere Giannese. Ladomenica successiva si gioca la partita di ritorno allo stadio sterlino di bologna. La gara molto frenetica, viene seguita da un pubblico petroniano infuocato che ne fa da degna cornice. Il Genoa possiede la più forte difesa del periodo e De Prà e compagni, nel primo tempo, respingono sistematicamente gli attacchi bolognesi portandosi addirittura in vantaggio al 36′ grazie ad un contropiede finalizzato da Santamaria. Durante l’intervallo si scatena una rissa furibonda sugli spalti con un tentativo di invasione di campo. Nel secondo tempo al 57′, l’arbitro Panzeri assegna, forse per placare gli animi, un dubbio rigore al Bologna trasformato da Pozzi. La gara, però viene sospesa all’85 a causa di un’altra rissa troppo violenta che coinvolge l’arbitro stesso. Con l’1 a 1 il Genoa raggiunge meritatamente la finale ma la Federazione comunque muterà il risultato con uno 0 a 2 a tavolino per la squadra ligure a causa delle intemperanze del pubblico felsineo.

Ora il Genoa aspetta di conoscere la sua avversaria che deve scaturire dallo scontro tra il Savoia e l’Alba Roma. Le due compagini si incontrano a Torre
annunziata il 3 agosto nella gara d’andata. Davanti a migliaia di persone in delirio scendono in campo le seguenti formazioni:

SAVOIA: Visciano, Nebbia, Lo Bianco; Cassese, Gaia, Borghetto; Ghisi I, Bobbio, Mombelli, Orsini, Maltagliati;

ALBA ROMA: Ricci, Mattei, Dossena; Muratori, Alice II, Faccani; Delle Fratte, Lo Prete, De Giuli, Degni, Corbyons.

I campani, che hanno in squadra giovani interessanti come il terzino Nebbia, l’ala Ghisi I e lamezz’ala destra Cassese, che diventeranno tutti perni del Napoli dei primi anni trenta, grazie ad una doppietta del loro centr’avanti Bobbio, si impongono nel primo round.

Sette giorni dopo si gioca a Roma la gara di ritorno. Riconfermate le formazioni, le due squadre si danno battaglia fino a quando la mezz’ala sinistra Degni rompe l’equilibrio garantendo ai suoi la possibilità di disputare la bella sul terreno del Livorno.

La gara viene programmata per il 24 agosto. L’avvenimento, tuttavia, passa in secondo piano alla luce degli accadimenti della settimana precedente.

Il 16 agosto viene ritrovato il cadavere di Giacomo Matteotti. L’opinione pubblica è sgomenta ma lo è ancora di più quando il giornale “Il Mondo” annuncia che presto pubblicherà un documento d’accusa dettagliato contro Mussolini. Cioè un memoriale con la confessione dell’esecutore fisico del delitto nel quale é evidente la responsabilità diretta o indiretta del capo del Governo e dei suoi fedeli gerarchi. Sulla base di questa anticipazione, ci si attende l’arresto dello statista romagnolo, o almeno le sue dimissioni. Qualcuno afferma che forse è la fine del fascismo e del suofondatore. BONOMI porta al Re la notizia ma il sovrano, aggrappandosi al fatto che la questione non è di sua pertinenza, bensì dei giudici, se ne lava le mani: anzi fa di più e invita Mussolini a proseguire per la sua strada. VITTORIO EMANUELE III avrebbe l’immediata possibilità di liberarsi del romagnolo, ma lo salva.

In tutto il Paese lo sgomento é enorme. Oltre le manifestazioni spontanee e quelle dell’opposizione si assiste a una fuga generale dal fascismo; prendono le distanze molti politici che lo avevano appoggiato nel listone. Alcuni generali e il gruppo degli ex combattenti esprimono sentimenti di condanna. Gli
industriali s’interrogano ed esprimono tutto il loro disagio davanti ad una simile situazione. Per il fascismo é vicina la disgrazia politica, molti suoi esponenti si tolgono il distintivo, non rispondono nemmeno all’appello alcuni ufficiali della Milizia, e il partito va incontro a una lacerazione interna tra gli estremisti e la corrente più cauta, quella legalitaria, che é sconvolta. I giornali della sinistra vanno a ruba, mentre intorno a Mussolini si va sempre di più creando il vuoto. Come propongono SFORZA, TURATI e TREVES ai fuggiaschi sull’Aventino basterebbe muoversi, scendere in piazza con il popolo, invadere Palazzo Chigi e chiedere al Re di fare arrestare MUSSOLINI, sciogliere immediatamente il Parlamento e indire nuove elezioni. Nessuno ha la capacità di muoversi e a sinistra si decide semplicemente di non partecipare ai lavori del Parlamento fino a quando Mussolini vi sarebbe rimasto.

E’ una sfida già debole, poi si aggiungono le vecchie beghe fra i partiti incapaci di coalizzarsi nel nome dell’unità nazionale. Si affidano solo ai regolamenti, ai cavilli e alla figura del Re. Questi, come visto in precedenza, non vuole prendere posizione, un po’ per la sua naturale propensione a farlo ma soprattutto per paura di scatenare una guerra civile nel momento in cui avesse destituito il Duce.

In un simile clima di paura si disputano le fasi finali di questa lunghissima stagione.

Il 24 agosto, a Livorno, è programmata la sfida decisiva della Lega Sud tra il Savoia e l’Alba Roma. Per problemi di trasporto i capitolini sono impossibilitati a raggiungere la Toscana e così, senza colpo ferire, per la prima volta nella storia del calcio una squadra campana si trova a giocarsi lo “scudetto”. Questa è la grande novità introdotta all’inizio della stagione: per la prima volta la squadra campione d’Italia cucirà il simbolo tricolore sulle proprie magliette per la stagione seguente.
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