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LA TRAGICA DENUNCIA DI GIACOMO MATTEOTTI

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Mentre la nazionale si appresta ad esordire nelle gare olimpiche e mentre il Paese impazzisce per i protagonisti del giro ciclistico d’Italia, diventato ormai consuetudine di maggio con i vari Belloni, Binda e Girardengo, alla fine del mese, esattamente il 30 maggio, l’esponente socialista Giacomo Matteotti scuote l’opinione pubblica denunciando in Parlamento le irregolarità e le intimidazioni perpetrate dai fascisti alla popolazione durante lo svolgimento delle elezioni, chiedendone pertanto l’annullamento. Si tratta di un discorso feroce e circostanziato, ma verrà inascoltato tanto che la Camera il 7 giugno vota la fiducia al governo. Matteotti con i colleghi è profeta del suo destino:

Tre giorni dopo, è segnalata la scomparsa diMatteotti; si teme un rapimento, la Camera s’interroga e l’opposizione forma un comitato. Mussolini tranquillizza tutti affermando che il governo s’impegnerà a far luce sull’episodio. Voci di corridoio, sempre più forti, ventilano l’assassinio dell’esponente socialista ed additano Mussolini stesso quale mandante del presunto delitto. Fin da subito si dimettono alcuni ministri; anche GIOLITTI esce dalla maggioranza. Il calo di prestigio è enorme per Mussolini e per il fascismo. GRAMSCI propone uno sciopero nazionale, poi per paura di fare brutta figura, o per evitare altri sanguinosi scontri di piazza con le squadre fasciste, lo annulla. L’indignazione scuote il Paese, alcune compagini alleate e con queste anche una buona parte dell’esercito, cominciano a dubitare circa la scelta di campo operata un anno e mezzo prima. I liberali passano all’opposizione unendosi con i cattolici e con la sinistra, ritirandosi tutti assieme sull’ AVENTINO di storica memoria

rifiutando inoltre di partecipare ai lavori delParlamento fin quando dentro ci saranno i fascisti. Anche gli industriali s’interrogano sulla fiducia accordata, mentre i nazionalisti e altri prendono le distanze, ma sono solo frammenti di oppositori, rivelatisi incapaci di destituire MUSSOLINI, come molti decisamente vorrebbero e altri in modo molto blando auspicherebbero.

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