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ITALIA-AUSTRIA 0-4: LA NAZIONALE DI NUOVO NEL CAOS

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L’anno 1923 termina con i campionati in piena attività ma bisogna seriamente pensare alla preparazione della squadra che a maggio andrà a disputare il torneo olimpico, il principale avvenimento per il mondo del calcio.

All’inizio del 1924 la Commissione Tecnica Federale in carica è composta da Umberto Meazza, Augusto Rangone, Galletti, Argento e Agostini. Il 20 gennaio, sul campo di Genova, gli azzurri affrontano l’Austria. Dopo giorni di allenamenti i tecnici varano una formazione comprendente ben quattro esordienti: il portiere
Costa, promosso a titolare nonostante giocasse nella Sestrese compagine di seconda categoria, il terzino Giovanni Vincenzi rappresentante del Livorno, grande sorpresa del campionato, l’ala destra Grabbi e la mezz’ala Ardissone grande promessa della Pro Vercelli. La composizione della squadra, più che ad esigenze tecniche, sembra rispondere a quelle di una
critica sportiva che, probabilmente sull’onda della cinquina incassata a Praga, chiede novità.
40: Genova (Campo Genoa e Andrea Doria, Marassi) –domenica, 20 gennaio 1924 – ore 15,00

ITALIA–AUSTRIA 0-4 (Am.)

RETI: 38’ Wieser rig., 42’ Swatosch, 46’ Wieser, 75’ Jiszda

ITALIA: Costa (Sestrese) 1, Giovanni Vincenzi (Livorno) 1, R. De Vecchi (Genoa) 36 (cap.), Barbieri (Genoa) 10, Burlando (Genoa) 12, Aliberti (Torino) 4, Grabbi (Juventus) 1, Ardissone (Pro Vercelli) 1, Moscardini (Lucchese) 8, Cevenini III (Inter) 16, Pozzi (Bologna) 3. C.T.: Commissione tecnica federale.

AUSTRIA: Aigner, Tandler, Blum, Geyer, Chrenka, Nitsch, Horeys (51’ Danis), Horvath, Jiszda, Swatosch (cap.), Wieser. C.T: H. Meisl.

ARBITRO: Barette (Belgio)
Già alla fine del primo tempo l’Austria si trova in vantaggio per due a zero e al termine della partita raddoppia il bottino. Più ancora del risultato, ad impressionare negativamente è proprio il gioco: si è trattato di una grande lezione inflitta ai nostri da parte austriaca. Sconnessi e disorientati,
agli azzurri non riesce niente di buono e terminano la partita fra i fischi del pubblico.

L’esito della gara solleva un mare di polemiche in vista delle successive Olinpiadi per le quali si intravvede un vero e proprio disastro. Viene subito presa di mira la Commissione Tecnica che, a distanza di pochi giorni, rassegna le dimissioni: non si tratta di un attacco ai singoli elementi componenti
la stessa, ma al sistema: la formazione che scende in campo non risponde ad un disegno tattico o strategico di gioco, ma ad interessi portati avanti da ognuno dei componenti che cerca di prevalere sull’altro nella scelta dell’undici da schierare.

I disastri della nazionale trovano ben poca eco sulla stampa: il giorno successivo da Mosca arriva la notizia della morte di Lenin, avvenuta in circostanze quanto meno sospette. Il mondo perde uno dei personaggi che maggiormente hanno caratterizzato il primo dopoguerra, essendo stato uno dei protagonisti della Rivoluzione d’Ottobre del 1917.

Sul piano internazionale, invece, l’Italia intera tira un sospiro di sollievo: il 27 gennaio il Regno d’Italia e la Jugoslavia firmano l’accordo per la spartizione di Fiume: all’Italia vanno i territori dell’entroterra più alcuni sbocchi sul mare, mentre ai nostri confinanti spetta l’area di Porto Barros.

L’importante accordo avviene due giorni dopo che l’intero mondo sportivo si arricchisce di un avvenimento di portata mondiale: la città francese di Chamonix è teatro della prima edizione delle Olimpiadi Invernali iniziate il 25 gennaio per terminare dieci giorni dopo. Dominano i Paesi nordici, mentre per l’Italia non ci sono medaglie.

Intanto la nuova pesante sconfitta della nazionale dà la stura a tutto il malessere esistente nei vertici del calcio nostrano.

In questo momento il presidente della Federazione è l’avvocato Luigi Bozino, contemporaneamente anche presidente della Pro Vercelli, e vice-presidente Mario Ferretti di Novi Ligure. Il Consiglio federale diretto dai due, si trova in netto contrasto con quello della Lega Settentrionale, avente come presidente
l’avvocato Baruffini e per segretario l’onorevole Olivetti. Il “caso Rosetta”, per il passaggio del noto giocatore dalla Pro Vercelli alla Juventus, ha portato allo tcontro i due enti. La contesa termina con le dimissioni dell’avvocato Bozino e del Consiglio della Lega. L’avvocato Mauro viene nominato Commissario Straordinario della Lega, grazie all’intervento del C.O.N.I. per mezzo dell’onorevole Finzi in un’assemblea straordinaria tenuta al Ristorante Du Parc a Torino.

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