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PRO VERCELLI DI NUOVO CAMPIONE!

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Il fatto che la squadra di Novi Ligure sia stata costretta a rinunciare ad un giocatore del calibro

di Cevenini III in una gara fondamentale, testimonia quanto il campionato F.I.G.C., senza le grandi, abbia assunto un

ruolo minore anche agli occhi della federazione stessa. Ormai la riunificazione sembra cosa fatta.

Il grande giocatore, ex Inter, ha dovuto partecipare ad una gara della nazionale disputata a Milano contro il Belgio

capitanato dall’ex grandissimo centravanti del Milan Van Hegge. Questa partita segna il ritorno in porta del bresciano

Trivellini, presente nell’ultimo match prima dello scoppio della I guerra mondiale. Per il resto la squadra ricalca più o

meno quella che ha ottimamente figurato contro Austria e Cecoslovacchia.

34: Milano (Campo Milan, Viale Lombardia) –domenica, 21 maggio 1922 – ore 15,30

ITALIA–BELGIO 4-2 (am.)

Reti: 42’ Baloncieri, 46’ Larnoe (B), 56’ Moscardini, 58’ Baloncieri, 71’ Burlando, 88’ Thys (B)

ITALIA: Trivellini (Brescia) 2, Caligaris (Casale) 3, R. De Vecchi (Genoa) 30 (cap.), Barbieri (Genoa) 5, Burlando

(Genoa) 7, F. Romano (Reggiana) 3, Migliavacca (Novara) 7, Baloncieri (Alessandria) 7, Moscardini (Lucchese) 4, Cevenini

III (Novese) 11, Forlivesi (Modena) 7. C.T.: Commissione tecnica
federale.

BELGIO: Debie, Pirlot, Verbeeck, Fierens, Van Halme, Van Hege (Cap.), Elst, Gillis, Larnoe, Thys, Michel. C.T.: M.

Well.

Arbitro: Mutters (Olanda)

Trascinati da un Adolfo Baloncieri devastante, gli azzurri si impongono facilmente sui belgi campioni

olimpici in carica, dimostrando che il nostro calcio è in grado di esprimere una nazionale di alto livello, capace di

competere con le migliori rappresentanti d’Europa e di superare facilmente le altre. Dopo il successo olimpico, per altro

ottenuto in modo discutibile, Van Hege, ormai alla fine della sua brillantissima carriera e retrocesso nel ruolo di

mediano, e compagni non riescono più ad ottenere risultati di rilievo.

Contemporaneamente si disputa la prima semifinale del campionato centro-meridionale nella quale i “diavoli rossi”della

Puteolana, sul campo neutro di Roma,
si impongono con il netto punteggio di 3 a 0 sull’Anconitana.

La domenica seguente, a Napoli, la Fortitudo Roma, presieduta da Italo Foschi, travolge per 4 a 1 l’Audace di Taranto,

preparandosi nel migliore dei modi
per la gara decisiva contro la Puteolana.

Nella prima domenica di giugno sul campo della Lazio, considerato terreno neutro, i fortitudini battono la forte Puteolana

per 2 a 0 e si apprestano a sfidare
la grande Pro Vercelli.

L’11 giugno la Pro Vercelli scende a Roma e con un netto 3 a 0 ipoteca la vittoria finale. Sette giorni dopo si assiste ad

una festa del calcio nella
quale i piemontesi prevalgono per 5 a 2, ribadendo ancora una volta la netta superiorità delle squadre del nord nei

confronti di quelle del centro-sud, soprattutto dopo che le migliori compagini toscane hanno deciso di partecipare alla

Lega settentrionale.

La Pro Vercelli è da considerare forse la reale squadra campione d’Italia del 1922. I protagonisti di questo ennesimo

trionfo dei bianchi sono stati i seguenti:

Curti, Rosetta, Bossola, Milano IV, Parodi, Perino, Ceria, Ardissone, Gay, Rampini II, Borello.
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