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LA “SCISSIONE” SECONDO VITTORIO POZZO

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L’estate del 1921 è turbata dalle conseguenze della spaccatura avvenuta a Torino il 23 luglio. Ne abbiamo già parlato, ma per capire meglio quanto accaduto in quell’infuocato sabato estivo,
ci affidiamo ai racconti di Vittorio Pozzo, pubblicati nel 1950, diventato, suo malgrado, involontario protagonista di quegli accadimenti.

div class=”dialogo”>… “Nel periodo che seguì la prima conflagrazione mondiale, ognuno voleva giocare nella categoria maggiore, il che non meraviglia. Successe che nelle stagioni
1919-20 e 1920-21, a forza di cedere di qui e di là, il numero delle squadre presenti nella massima Divisione venne a superare quello delle domeniche dell’anno solare. V’erano gironi eliminatori regionali, semifinali interregionali montate su quattro gironi di quattro squadre l’uno, finali in campo neutro fra le vincenti dei quattro gironi. Ciò sia al Nord come al Sud: infine si giungeva alla finale su campo neutro fra i due settori dell’Italia. Così, chi vinceva andava avanti fino alla fine, che voleva dire luglio od agosto, e chi veniva eliminato rimaneva fermo e stava a guardare, magari fin dal novembre o dicembre.

L’argomento era stato discusso in un’assemblea del 1920, un’assemblea burrascosa e turbolenta quant’altra mai. Volarono sedie e tavolini, fu cambiata la sede della Federazione, tanto per cambiare qualche cosa, e le decisioni relative al regolamento del campionato vennero rinviate. Erano le avvisaglie definitive dell’urto fra le grandi e le piccole società. …”, Pozzo prosegue:

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