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LA NAZIONALE IN TOURNÈ IN BELGIO ED OLANDA

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All’inizio di maggio la nazionale italiana organizza una tourné in terra belga ed olandese. I nostri partono mentre sul suolo italico ferve l’attesa

per
le elezioni del 15 maggio. Il nuovo governo dovrà affrontare problemi gravissimi, acuiti anche dalla chiusura di molte fabbriche del nord le quali, ai numerosi

scioperi che si trascinano dall’anno precedente, hanno risposto proprio chiudendo molti stabilimenti con il risultato di aumentare la disoccupazione. Le tensioni

sociali sono davvero alte e molti sono affascinati da una nuova figura: Benito Mussolini, l’ex socialista romagnolo che sta proponendo la sua ricetta fatta di ordine

e garanzie un po’ per tutti: per gli industriali in quanto egli si dimostra strenuo difensore della proprietà privata,
a patto che questa crei posti di lavoro per quei milioni di reduci dalla guerra ancora da reinserire nel tessuto produttivo della nazione.

Questo però non ferma l’attività dei benestanti artisti del pallone che partono comunque per tenere alto il nome della nazione all’estero. La squadra ricalca

abbastanza fedelmente quella che si è distinta vincendo gli ultimi due incontri disputati, ma c’è comunque spazio per far esordire il giovane genoano Ottavio

Barbieri.

29: Anversa (Olympisch Stadium) –martedì, 5 maggio 1921 – h. 15,00

BELGIO–ITALIA 2-3 (Am.)

Reti: 38’ Larnoe (B), 62’ Bragard (B), 65’ Migliavacca, 80’ Forlivesi, 89’ Pio Ferraris

BELGIO: Debie, Swartenbroeks (cap.), De Groof, Moucheron, Augustus, Van Halme, Verhoeven, Dogaer, Bragard, Larnoe, Michel. C.T.: Commissione tecnica
federale

ITALIA: Campelli (Inter) 10, V. Rosetta (Pro Vercelli) 4, R. De Vecchi (Genoa) 26 (cap.), Reynaudi (Novara) 5, Burlando (Doria) 3, Barbieri (Genoa) 1, Migliavacca

(Novara) 3, Cevenini III (Inter) 6, Pio Ferraris (Juventus) 3, Santamaria (Novese) 6, Forlivesi (Modena) 4. C.T.: Commissione tecnica federale..

Arbitro: Gérardin (Francia)

Questa in terra belga è forse una delle prime imprese leggendarie della storia della nazionale. A venticinque minuti dal termine i nostri si

trovano sotto
di due gol. Luigi Cevenini riapre l’incontro e allottantesimo Pippo Forlivesi raggiunge il pari. Ci sarebbe di che accontentarsi, ma gli azzurri si gettano ancora in

attacco e ad un minuto dal termine lo juventino Pio Ferraris insacca il 3 a 2. I belgi ripartono con la forza della disperazione e riescono ad ottenere
un calcio di rigore, ma il portiere Campelli diventa l’eroe assoluto della gara parando il penalty belga. Per i nostri colori si tratta della terza vittoria

consecutiva; è un ottimo momento pari a quello subito antecedente la guerra.

La domenica successiva i nostri sono di scena ad Amsterdam. Vengono mandati in campo gli stessi undici che hanno trionfato in Belgio.

30: Amsterdam (Stadion Amsterdam) –domenica, 8 maggio1921 – ore 14,30

OLANDA–ITALIA 2-2 (Am.)

Reti: 2’ Forlivesi (I), 50’ Cevenini III (I), 85’ Van Gendt, 89’ J.H.H. Kessler

OLANDA: Van Tilburg, Baay jr., Stevens, Campioni, Hoogstede, Steeman, De Natris, Buitenweg, Van Gendt, J.H.H. Kessler (cap.), Gupffert. C.t.: F. Warburton.

ITALIA: Campelli (Inter) 11, V. Rosetta (Pro Vercelli) 5, R. De Vecchi (Genoa) 27 (cap.), Reynaudi (Novara) 6, Burlando (Doria) 4, Barbieri (Genoa) 2, Migliavacca

(Novara) 4, Cevenini III (Inter) 7, Pio Ferraris (Juventus) 4, Santamaria (Novese) 7 (42’ Perin (Bologna) 2), Forlivesi (Modena) 5. C.T.:Commissione
tecnica federale.

Arbitro: Barette (Belgio)

Spettatori 30000

Parte alla grande l’Italia e dopo due minuti Forlivesi porta già in vantaggio gli azzurri. La vittoria sembra ancor più vicina quando, dopo cinque

minuti
del secondo tempo, Cevenini realizza l’ennesimo gol in maglia azzurra. Ma i trentamila olandesi vocianti e il calo dovuto anche alle conseguenze delle fatiche di

cinque giorni prima si fanno sentire sulle gambe dei nostri e a cinque minuti dalla fine gli “Orange” dimezzano lo svantaggio. Lo stadio di Amsterdam diventa una

bolgia e a un minuto dalla conclusione capitan Kessler impatta una gara che sembrava già vinta. Comunque il bilancio della stagione azzurra rimane ampiamente positivo.

Al rientro dalla tourné anche gli azzurri partecipano al voto che sancisce l’entrata in Parlamento del Partito Nazionale Fascista di Mussolini con 35 deputati. Nessuno

lo immagina, ma lavita per il Paese e per il calcio italiano è destinata a subire profondi mutamenti.

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