CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

ARRIVANO GLI UNGHERESI!

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Dopo il suo ritorno a Genova dalle trincee della Somme, William Garbutt, in una lettera al settimanale

sportivo inglese Athletic News dell’8 dicembre 1919, osserva che:

Il trend continua anche in questo 1920 e, nonostante la difficile congiuntura economica, molte società iniziano ad

organizzarsi amministrativamente e tecnicamente. La prima mossa è quella di assumere un allenatore a tempo pieno capace di

insegnare e di disciplinare gli atleti, imitando quanto fatto dal Genoa già prima della guerra. D’ora in avanti

assisteremo ad una vera e propria invasione di tecnici ungheresi. Tale successo è dovuto a tre fattori: il calcio magiaro,

basato principalmente sul controllo di palla, è molto più vicino alla mentalità italica rispetto a quello inglese basato

sulla prestanza fisica, inoltre, le società trovano molto più conveniente, a livello di stipendio, ingaggiare i tecnici

danubiani ed infine, il loro reclutamento è reso agevole anche dalla situazione in cui si trova la neonata nazione

ungherese dopo l’avvento della Repubblica dei Soviet di Bela Kun. La guerra civile, una crisi economica divenuta endemica

ed una forte disoccupazione spinge molti di questi professionisti ad emigrare verso l’Italia. Con la crisi vacilla lo

statuto della borghesia urbana ungherese. Insegnare calcio all’estero diventa un’ottima via d’uscita per conservare il

proprio status. Si pensi che, mentre un avvocato professionista in questo 1920 guadagna circa 1300 lire, gli allenatori

arriveranno a percepire uno stipendio di circa 2500 lire. Prima dell’inizio del campionato giungeranno tra gli altri

Joseph Ging ad Udine e Andras Kutick a Savona.

PAGINA SUCCESSIVA Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

LASCIA UN Commento