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L’INCONTRO CON L’OLANDA E LE FINALI DI LEGA

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I calciatori, tornati dal fronte hanno ritrovato le loro società e i loro impieghi quindi per loro la vita non è cambiata. E’ tornata anche la nazionale impegnata contro l’Olanda, bronzo alle ultime olimpiadi pre belliche, nel suo terzo incontro dalla ricostituzione.

Dopo la brutta sconfitta di Berna, la commissione tecnica guidata da Giuseppe Milano opera una rivoluzione convocando lo juventino Bruna, operaio alla Fiat, i novaresi Reynaudi e Meneghetti, il vercellese Alessandro Rampini, il modenese Pippo Forlivesi, ma soprattutto si segnala l’esordio in maglia azzurra della mezz’ala alessandrina
Adolfo Baloncieri. Rimangono fuori grandi giocatori come Luigi Cevenini.
22: Genova (Campo Genoa e Andrea Doria, Marassi)Martedì, 13 maggio 1920 ore 15,30

ITALIA-OLANDA 1-1 (am.)

Reti: 43’ J.H.H. Kessler (O.), 83’ Sardi

ITALIA: Giacone (Juventus) 2, Bruna (Juventus) 1, R. De Vecchi (Genoa) 20 (cap.), Ara (Pro Vercelli) 13 (46’ Reynaudi (Novara) 1), Meneghetti (Novara) 1, C. Lovati (Milan) 3, Rampini II (Pro Vercelli) 1, Baloncieri (Alessandria) 1, Brezzi (Genoa) 3, Sardi (Genoa) 4, Forlivesi (Modena) 1. C.T.: G. Milano
I

OLANDA: Mac Neill, Dénis, Verweij, Van Roessel, Ruffelse (cap.), Steeman, De Natris, Van Dort, H.J. Kessler, Van Diermen, J.H.H. Kessler. C.T.: F. Warburton.

Arbitro: Stutz (Svizzera)
Una rete del genoano Enrico Sardi a quattro minuti dal termine salva l’Italia dalla sconfitta casalinga. La grande vittoria ottenuta contro la Francia ha illuso ancora una volta che il calcio italiano sia un movimento all’avanguardia nel panorama internazionale. E’ vero che si stanno affermando alcuni giovani
molto interessanti, ma il bacino delle squadre competitive è ancora molto ristretto, nonostante comunque si stia pian piano espandendo.

La domenica successiva a questa gara della nazionale prende il via il girone finale per designare la vincitrice del campionato dell’Italia settentrionale. Le tre squadre, Genoa, Inter e Juventus si affrontano in un torneo di sola andata con le gare disputate sul terreno della compagine riposante.

Il primo match va in scena a Milano dove si affrontano Genoa e Juventus sotto la direzione dell’arbitro milanese Varisco, ex calciatore dell’U.S. Milanese dei primi anni del Novecento, non che attuale dirigente dell’Inter. I liguri, grandi favoriti per
la vittoria del girone in quanto imbattuti eliminando tra l’altro squadre come Milan e Pro Vercelli, partono subito alla grande passando in vantaggio al 4′ con Santamaria. Al 33′ il bianconero Bona riequilibria il risultato trasformando un calcio di rigore e sei minuti dopo porta addirittura in vantaggio la sua squadra. I genoani protestano vivacemente sostenendo che il gol sia stato realizzato in netto fuorigioco con il risultato che Renzo De Vecchi e Della Casa vengono espulsi. In nove contro undici i rossoblu pareggiano al 59′ con Sardi, ma al 73′ è ancora Bona a portare in vantaggio la compagine
torinese. Nuove proteste dei liguri in quanto asseriscono che, anche questa volta la rete sia stata messa a segno in posizione irregolare. L’arbitro è irremovibile e il genoano Traverso si autoespelle per protesta lasciando i suoi in otto. La gara termina 3 a 2 a favore della Juventus sollevando un mare di polemiche. I genoani contestano la designazione dell’arbitro Varisco, che nello stesso tempo è vicepresidente dell’Internazionale e capo degli arbitri; pertanto egli avrebbe avuto tutto l’interesse a danneggiare la forte compagine ligure.

Anche la scelta della sede della partita tra Inter e Juventus suscita sospetti: a Genova i ner’azzurri avrebbero senz’altro trovato un ambiente ostile alla Juventus, che, in caso di nuova vittoria, avrebbe superato il turno rendendo inutile l’ultimo incontro. L’Inter al 18′ passa in vantaggio con Aebi ed il Gol le è sufficiente per aggiudicarsi l’incontro. Contrariamente alle previsioni, il terzo spareggio non si disputa a Torino, ma si decide di giocare la gara a Modena. Il Genoa si presenta in formazione rimaneggiata senza Traverso, Della Casa e Santamaria e chiude il primo tempo in svantaggio per la rete
di Asti. Nel secondo tempo un rigore di Guglielmo Brezzi riporta le squadre in parità, ma i genoani non hanno la forza di sovvertire il risultato così che l’Internazionale vola in finale. La classifica è la seguente: Inter 3, Juventus 2, Genoa 1.

La domenica successiva Bologna è teatro della finale del campionato centro meridionale. In un pomeriggio torrido il Livorno supera la Fortitudo di Roma per 3 a 0 e si prepara a respingere il duro assalto dell’Inter della stella Luigi Cevenini. I milanesi sono i grandi favoriti per la conquista del titolo messo in palio il 17 giugno 1920, sempre nella città felsinea.
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