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OLIMPIADI 1912: IL TURNO PRELIMINARE

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Al torneo, dopo il ritiro di Belgio e Francia, prendono parte 11 compagini: Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Russia, Olanda, Svezia ed Ungheria.

Il comitato organizzatore prevede quindi la disputa di un turno preliminare dal quale vengono esentate Gran Bretagna, Danimarca (rispettivamente medaglia d’oro e d’argento nell’edizione precedente), Ungheria, Norvegia e Russia. Il sorteggio riserva alla nazionale azzurra la Finlandia: sembra una partita già vinta prima di essere giocata. Gli altri accoppiamenti vedono opposta l’Austria alla Germania e i padroni di casa della Svezia all’Olanda.
IL TURNO PRELIMINARE
8: Stoccolma (Troneberg) – sabato 29 giugno 1912 – ore 11,00

Finlandia-Italia 3-2 d.t.s. (V OL., 1o turno)

Reti: 2’ Öhman, 10’ Bontadini, 25’ Sardi, 40’ E. Soinio, 105’ Wiberg

Finlandia: Syrjäläinen, Holopainen, Löfgren, Lund, E. Soinio, K. Soinio, Wickström, Wiberg, Nyyssönen, Öhman, Niska.

Italia: Campelli (Inter 1), Binaschi (Pro Vercelli 5), R. De Vecchi (Milan 7), C. De Marchi (Milan 1 – st. Morelli di Popolo Torino 1), Milano I (Pro Vercelli) 6 (cap), Leone (Pro Vercelli 3), Zuffi (Torino 1), Bontadini (Inter 1), Berardo (Pro Vercelli 5), Sardi (Andrea Doria 1), E. Mariani (Genoa 2). Ct: V. Pozzo.

Arbitro: Meisl (Austria).

SPETTATORI: 600.

Stoccolma (Olympic Stadion) – sabato 29 giugno 1912

OLANDA – SVEZIA 4-3 d.t.s

RETI: 3′ Svensson (SV), 28′ Bouvy, 43′ Vos, 52′ Bouvy, 62′ Börjesson E. (SV) rig., 80′ Svensson (SV), 91′ Wos

OLANDA: Göbel, Wijnveldt, Feith; de Wolf, de Korver, Lotsy(cap); Van Breda Kolff, de Groot, ten Cate, Vos, Bouvy.

SVEZIA: Börjesson J., Lewin, Bergström; Wicksell, Sandberg, Gustafsson; Myhrberg(cap), Svensson, Börjesson E., Ekroth, Ansén.

ARBITRO: Wagstaffe Simmons (Inghilterra).

SPETTATORI: 14.000.

Rasunda (Idrottsplats) – sabato 29 giugno 1912

AUSTRIA – GERMANIA 5-1

RETI: 35′ Jäger (GE), 58′ Studnicka, 62′ Neubauer, 75′ e 81′ Merz, 89′ Cimera

AUSTRIA: Noll, Graubart, Kurpiel; Brandstetter, Braunsteiner, Cimera; Hussak(cap), A.Müller, Studnicka, Merz, Neubauer.

GERMANIA: Weber, Röpnack, Hollstein; Krogmann, Breunig, Bosch; Wegele, Jäger(cap), Worpitzky, Kipp, Hirsch.

ARBITRO: Willing (Olanda).

SPETTATORI: 2.000.

Le cose, per la nazionale italiana, vanno in modo diverso. Pozzo, per le ragioni sopra citate, deve mandare in campo una formazione con cinque esordienti, nella quale mancano intesa e concordia. I finlandesi passano immediatamente in vantaggio al 2′ con la mezz’ala destra Wiberg. L’interista Franco Bontadini pareggia ed Enrico Sardi porta in vantaggio gli azzurri, i quali, però, si fanno raggiungere da una rete del centro-mediano Soinio prima del riposo. Nonostante un cambio, operazione al momento possibile solo durante la competizione olimpica, l’Italia non riesce a sbloccare la partita e a pochi minuti dal termine del primo tempo supplementare
l’ala sinistra finlandese Niska realizza il gol della vittoria per la sua squadra. La partita è stata disputata sul vecchio campo di Träneberg davanti a poche centinaia di persone ed è stata
arbitrata da Hugo Meisl.

Nelle altre partite di giornata vincono le compagini più accreditate non senza difficoltà: in uno stadio olimpico gremito in ogni ordine di posti l’Olanda batte i padroni di casa della Svezia solo dopo i tempi supplementari. Decisivo si rivela il gol del centravanti Wos realizzato al 91′. L’Austria, dal canto suo, fatica molto di più di quanto riveli il punteggio: concluso il primo tempo in svantaggio, gli uomini di Meisl si scatenano nella ripresa, chiudendo l’incontro sul a 1.5

Tutti gli atleti, vincitori e vinti, si ritrovano la sera dei match. Spesso dirigenti ed allenatori approfittano di queste occasioni per rinsaldare i rapporti e, perché no, per organizzare qualche evento sportivo. È quanto accade tra Pozzo e Meisl i quali prendono accordi per disputare un’amichevole tra Italia ed Austria entro la fine dell’anno. Oltre che
arbitro, Meisl riveste pure la carica di funzionario della Federazione Austriaca, non che di commissario tecnico. Questa è un’ulteriore testimonianza
della famigliarità che circonda il mondo del calcio. Ai giorni nostri un match organizzato da un commissario tecnico e da un arbitro di un’altra federazione sarebbe una cosa impossibile solo da pensare. Per la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori il calcio è ancora un puro passatempo; l’aver rivestito
una qualche carica federale non garantisce privilegi perpetui; Pozzo stesso, il giorno della gara da lui organizzata, non facendo più parte dello staf tecnico della nazionale, acquisterà il biglietto per poter avere accesso allo stadio.
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