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HERBERT KILPIN: IL “FENOMENO ROMANTICO”

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E’ stato uno dei grandi pionieri del calcio italiano. Herbert Kilpin nasce a Nottingham nel 1870 e ben presto fa la conoscienza con il calcio, disciplina emergente nella terra della Regina Vittoria. A soli 13 anni esordisce come attaccante fra i dilettanti del Notts Olimpia, per passare successivamentee al Notthingam Garibaldi e nel Sant’Andrews in seconda categoria.

Giunge in Italia poco più che vent’enne per lavorare come tecnico nell’industria tessile di Edoardo Bosio, fondatore dell’Internazionale Torino di cui lui stesso diventa un elemento essenziale. Successivamente, sempre in terra piemontese, partecipa anche alla nascita dell’F.C. Torinese. I calciatori, però, non sono professionisti e, laddove si presenta una prospettiva migliore d’impiego, essi generalmente vanno.

Così nel 1897 Kilpin raggiunge Milano dove frequenta l’American Bar facendo amicizia
con alcuni connazionali residenti nella città. Il demone del pallone si è impossessato di lui e pertanto, con un gruppo di inglesi e di italiani (ex soci della società sportiva Mediolanum) costituisce il Milan Cricket and Football Club. Kilpin, naturalmente, ottiene immediatamente il comando della sezione calcistica venendo eletto capitano.

Per oltre dieci anni ne è l’irresistibile guida. Ama talmente il calcio che la sera del matrimonio, avvenuto nel 1905, lascia la giovane sposa in lacrime per raggiungere la sua squadra impegnata la domenica
seguente a Genova contro il Grasshoppers di Zurigo. Nel vederlo i suoi compagni rimangono sbalorditi e cercano di convincerlo a non scendere in campo. Ma niente! Mal gliene incolse in quanto durante l’incontro subisce una testata sul naso che lo costringerà a ritornare dalla sua sposa con il viso tumefatto ed irriconoscibile.

Kilpin è un innamorato dell’Italia, essendovi arrivato in giovane età. A Milano continua a lavorare come tecnico industriale nel ramo tessile diventando consulente di molti stabilimenti della zona.

Di lui bisogna parlare come uno dei grandi romantici del calcio: generoso ed abile, l’inglese suscita ovunque simpatia ed entusiasmo anche per la sua debolezza (dichiarata): per il Whisky!

Tra lo stupore e l’ilarità generale egli è solito, prima degli incontri, porre dietro uno dei pali della porta una fiaschetta mignon….

Un curioso aneddoto riguarda una partitella di allenamento. attorno al campo, ci sono parecchi ragazzini. Uno di questi, mentre Kilpin, si accinge a battere una punizione, arriva di corsa e calcia il pallone. L’inglese lo rincorre colpendolo con un calcio nel sedere,

racconterà successivamente lo stesso Herbert

E’ stato l’indiscusso condottiero dei primi anni del Milan. Il suo nome figura nelle formazioni rossonere che conquistano gli scudetti del 1901, 1906 e 1907. Gioca preferibilmente terzino o mezzala sinistra.

Lascia l’attività nel 1908, anche a causa del blocco degli stranieri voluto dalla FIF. Tornerà in campo per disputare una gara con la maglia del Torino in una delle ultime sfide per conquistare la Coppa Dapples.

Rimane nell’ambiente allenando i ragazzi dell’Enotria, società milanese emergente.

Herbert Kilpin scompare il 22 ottobre del 1916, probabilmente consumato dalla cirrosi epatica, eredità del suo amato whisky. Viene sepolto in una tomba anonima sita nell’ala dei cristiani protestanti del cimiteroMaggiore del capoluogo lombardo. La sua tomba rimane abbandonata per decenni, fino a quando, negli anni novanta, due storici ed appassionati del Milan, Stefano Pozzoni e Luigi La Rocca, non la riportano alla “luce.”

Su interessamento della società rosso-nera, di cui lui stesso ha suggerito i colori, le spoglie di Kilpin sono state portate al Famedio, monumentale costruzione milanese dove riposano le spoglie dei personaggi che hanno reso grande la città meneghina.

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