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CAMPIONATO 1905: LA PRIMA VOLTA DELLA JUVENTUS!

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Sebbene non siamo ancora di fronte al fenomeno di massa dei giorni nostri, è diventata ormai tradizione che l’inizio dell’anno, per molti rampolli di buona famiglia, coincida con quello della preparazione alla stagione agonistica. Per tanto nelle città più ricche dell’Italia nord occidentale è ormai consuetudine vedere ragazzotti in camicia e mutandoni affannarsi e sudare nell’inseguire una palla di cuoio. Nel frattempo altri loro coetanei sono nell’occhio del ciclone: si tratta di molti soldati di leva che si stanno ribellando alla dura disciplina imposta e soprattutto all’infausto compito di sovraintendere all’ordine pubblico nelle manifestazioni di piazza. Il 1904 si era concluso con vari incidenti tra uomini dell’esercito e giovani che protestavano per condizioni di vita più umane: giovani costretti a caricare loro coetanei, magari il fratello o il vicino di casa aventi, quale unica colpa, quella di perorare una causa che, una volta terminata la leva, avrebbe potuto essere anche la sua .

Tutto questo, però, interessa ben poco la società bene dell’epoca, pronta a lavarsi la coscienza con opere di beneficienza, il cui esito va puntualmente sui maggiori quotidiani nazionali. Semmai fanno scalpore le cronache provenienti dalla Russia, sconvolta da una rivolta interna successiva alle sconfitte belliche contro il Giappone, ma i divertimenti non si fermano.

Quindi la stagione calcistica parte con la novità caratterizzante questo 1905 per la quale, su proposta del genoano James Spensley, accettata dalla Federazione, anche i detentori del titolo debbono disputare le partite di qualificazione per arrivare alla formazione di un girone finale con gare di andata e ritorno composto dalle vincitrici dei gruppi ligure, piemontese e lombardo. Una simile innovazione dovrebbe incrementare lo spettacolo e gli introiti nelle casse delle società.

Il 5 febbraio prendono il via i gironi di qualificazione disputati in gare di andata e ritorno, altra novità introdotta questanno. La Juventus, rinforzata dall’arrivo dei britannici Diment e Squaire, assunti nell’azienda tessile
del presidente Alfred Dick, batte 3 a 0 l’FC. Torinese, che, a causa delle cattive condizioni economiche in cui si trova, rinuncia a disputare la gara di ritorno lasciando via libera ai bianco-neri.

In Lombardia il Milan viene estromesso dalla US. Milanese capitanata dal futuro allenatore della nazionale Umberto Meazza, che dopo un 3 a 3 sul campo dei rossoneri garantito da una tripletta di Recalcati abile a rispondere alle reti dei padroni di casa realizzate da Carrer (2) e Alessandro Trerè, vince la gara di ritorno per 7 a 6. I diavoli capitanati da Herbert Chilpin si consoleranno con la conquista della Coppa Dapples, che conserveranno per un lungo periodo.

Nel girone ligure il Genoa deve sudare le proverbiali sette camicie prima di riuscire ad avere ragione dell’Andrea Doria dei fratelli Calì capaci di costringere i campioni uscenti a due pareggi nelle gare di andata e ritorno. Solo un gol dell’inglese Agar permette ai rosso-blu di passare il turno nella bella dopo una partita tiratissima.

Il girone finale prende il via a Torino il 5 marzo e nel match arbitrato dal doriano Frantz Calì la Juventus batte 3 a 0 con reti di Merio, Varetto e Donna l’U.S. milanese. La stranezza di vedere un giocatore arbitrare una gara di calcio è dovuta all’atmosfera prettamente dilettantistica caratterizzante il movimento. Infatti, sebbene si stiano ponendo le basi di una sempre maggiore espansione del fenomeno, dovuto anche allo spazio crescente che trova sui giornali locali e nazionali, l’ecletticità è ancora la dote predominante tra i suoi componenti. Accade così che un giocatore possa essere nello stesso tempo dirigente ed allenatore della squadra nella quale milita e perché no anche arbitro nel momento in cui non è impegnato agonisticamente.

La settimana successiva esordisce il Genoa contro i bianconeri. In porta rientra Spensley ma la Juventus riesce a recuperare la rete di Pollack del primo tempo con il centrattacco Forlano. Il girone prosegue e come da pronostico il Genoa espugna il campo dell’US. Milanese per 3 a 2. I piemontesi nella sucessiva partita passano a Milano con il rotondo risultato di 4 a 1 grazie ai gol di Donna, Forlano, Squair, accorcio di Meazza e rete finale di Varetto. Il grifone và a Torino a giocare la partita decisiva e passa come all’ andata in vantaggio questa volta con Mayer ma ancora la Juventus raggiunge il pareggio con Forlano a 5 minuti dalla fine del primo tempo. La classifica vede in testa i torinesi con 6 punti seguiti dal
Genoa con 4 e dall’US. Milanese con 0. Si deve giocare ancora una partita a Genova che a tutti sembra solo una formalità in vista di uno spareggio tra
bianconeri e rossoblù i quali, vincendo, raggiungerebbero anch’essi quota 6. Tuttavia nella città ligure succede l’imprevedibile: la squadra milanese, composta per altro da buoni elementi come il capitano Meazza, il portiere De Simoni, la mezz’ala Varisco e l’ala Boiocchi, disputa la sua migliore partita proprio quando ormai i giochi per lei sono chiusi strappando a Genova un prestigioso 2 a 2. Senza essere scesa in campo, la Juventus si ritrova campione d’Italia per
la prima volta nella storia.

I bianco-neri hanno avuto il merito di uscire imbattuti nei due confronti con il Genoa, il cui organico inizia a dare i primi segni di decadenza.

I protagonisti del primo scudetto juventino sono stati i seguenti: il portiere Durante, i difensori Armano, Mazzia, i mediani Goccione, Diment, Frey e Walty,
le mezz’ali Squair, Varetto e gli attaccanti Barbieris, Ferraris, Forlano, Merio e Donna.
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