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TITOLO 1914-15 AL GENOA E ITALIA IN GUERRA!

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I trenta giorni concessi dal trattato di Londra per l’entrata in guerra stanno scadendo; le manifestazioni pacifiste vengono proibite, mentre continuano quelle a

favore della guerra. Il 22 e 23 maggio viene dichiarata la mobilitazione generale. Tutti i calciatori vengono chiamati in caserma così che l’ultima giornata dei gironi

non verrà mai disputata. Lunedì 24 maggio, sui giornali, anzi che l’ormai consueta sfilza di risultati sportivi vengono pubblicati
articoli con titoli del tipo:

D’ora in avanti centinaia di migliaia di giovani verranno

mandati allo sbaraglio sul Carso in nome della grandezza della Patria. Ne moriranno più di mezzo milione e i loro corpi non serviranno nemmeno da “concime per i

terreni” come auspicava il Papini nel magnificare gli effetti positivi dell’igiene sociale che avrebbe portato una simile carneficina!

Si deve prendere atto della situazione, la federazione, a posteriori assegnerà lo scudetto al Genoa, mentre per le inseguitrici ci sarà il rammarico di
non aver completato una stagione che avrebbe potuto riservare gradite sorprese. E’ vero che in questo momento il grifone si trova in splendide condizioni psico-

fisiche, ma il Torino sembra avere le carte in regola per poter aspirare a vincere in casa dei liguri, affrontando uno spareggio che non si sa mai come sarebbe potuto

finire.

Anche il Genoa dimostra il proprio disappunto spedendo questo telegramma alla federazione:

Effettivamente fin dall’ottobre precedente c’è stata una certa mobilitazione che ha coinvolto molti calciatori. Ogni domenica le compagini hanno dovuto fare i conti

con defezioni di atleti ai quali è stato di volta in volta negato il permesso di recarsi sul luogo delle gare. Alcuni match sono partiti
in ritardo per permettere ai giocatori di arrivare dai luoghi dove stavano prestando il servizio militare, quindi non si è vista la necessità di sospendere un

campionato ormai giunto al suo epilogo.

Forse per questi motivi la federazione dovrebbe aver assegnato il titolo ai liguri alla fine del conflitto.

Il titolo è andato comunque ad una grande squadra ricca di talenti. Alcuni giocatori, purtroppo, non apprenderanno mai di aver inciso il loro nome nella storia del

genoa e di tutto il calcio nazionale.

I protagonisti di questa “vittoria mutilata” che ne precederà una ben più grave, sono stati i seguenti:

Giacomo Rolla, Claudio Casanova, Renzo De

Vecchi, Pella, Alessandro Magni, Ettore Leale, Perry Grahame Wallsingham, Felice Berardo, Enrico Sardi, Aristodemo Emilio Santamaria, Edoardo Mariani, Benvenuto,

Adolfo Gnecco, Ulisse Barabino, Lissoni, Maineri, Traverso, Della Casa, Hermann, Augusto Bergamino I, Davanzetti, Magnani e l’allenatore William Thomas Garbutt.

In questo modo si chiude l’autentico periodo pionieristico e romantico del calcio italiano.

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