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INTERVENTISMO, NON INTERVENTISMO E LA SCOMPARSA DI PIO X

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Non si sa ancora contro chi si va a combattere. I vertici governativi stanno attendendo gli sviluppi del conflitto per salire all’ultimo sul carro del vincitore e

stanno intessendo una serie di trattative per ottenere ilmassimo dei risultati possibili a guerra vinta.

Contemporaneamente al Torino, un’altra squadra ha attraversato l’oceano: si tratta della Pro Vercelli, andata a dar spettacolo in casa del Flamengo e del Botafogo,

compagini storiche di Rio de Janeiro. Ma anche per loro, al rientro, tocca la stessa sorte dei giocatori granata tornati dall’Argentina. Oltre a questo i giocatori

provenienti dalle tourné sudamericane trovano anche uun nuovo papa: Benedetto XV è salito al soglio di Pietro dopo la morte (si dice di crepacuore a causa dello

scoppio della guerra) di Pio X, il quale aveva probabilmente presagito che si sarebbe conclusa in un’autentica carneficina da cui non sarebbe scaturito nulla di buono,

al contrario di quanto pensano le elites culturali del momento schierate per il conflitto, visto come “igene della società”. Sintomatico di questo modo di pensare è un

articolo scritto dal fiorentino Giovanni Papini e pubblicato sull'”Acerba” nell’agosto del 1914.

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