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LA PRIMA FINALE NAZIONALE

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Gli inglesi lasciano l’Italia che si rituffa nella propria realtà. C’è ancora da assegnare il titolo che per la prima volta è davvero nazionale. Il primo
giugno, sul campo del Genoa, si affrontano la Pro Vercelli e la Lazio.

Alla fine i piemontesi stravincono per 6 a 0 mettendo in risalto la differenza esistente tra le squadre del nord e quelle del centro-sud. Per altro la compagine
romana ha avuto modo di ben figurare concludendo il primo tempo sotto solo di un gol il che ha dato modo ai giornali sportivi dell’epoca di evidenziare
la bontà del gioco laziale.

Comunque resta chiaro l’enorme divario fisico-atletico esistente tra le squadre del nord e quelle del centro-sud. Queste pagano anche la pochezza dei campionati
ai quali partecipano composti quasi esclusivamente da società a carattere rionale, mentre al nord si inizia a vedere una sorta di professionismo.

Ricordiamo ancora una volta i nomi dei campioni d’italia autentici dominatori della scena calcistica:

Innocenti, Binaschi, Valle; Ara, Milano I, Leone; Milano II, Berardo, Ferraro, Rampini, Corna.

Al termine del campionato la nazionale si reca in Austria per sostenere un match davvero probante sul campo di una delle squadre più forti dell’epoca.

In questa occasione esordiscono il mediano del Casale Parodi e la mezz’ala destra del Piemonte Valobra. A proposito di questo calciatore è senz’altro simpatico
ricordare un aneddoto che dà la misura di come il calcio venga vissuto in questo periodo. I valobra sono quattro fratelli equamente divisi tra Torino e
Juventus e fanno parte della classica famiglia contadina dell’epoca in cui i vari nuclei vivono tutti sotto lo stesso tetto. La rivalità tra le due fazioni
è molto accesa tanto da ripercuotersi persino sulla vita domestica, coinvolgendo anche le mogli: quando a badare alle faccende tocca al gentil sesso rappresentante
la fazione granata a trovarsi a mal partito è quella juventina la quale restituisce la cortesia nel momento che il controllo della situazione passa in
sua mano.
14: Vienna (WAC Platz) – domenica 15 giugno 1913 – ore 15,30

Austria-Italia 2-0

Reti: 36’ e 87’ Brandstätter

Austria: Kaltenbrunner, Poppovich, Sudrich, Sedlacek, Brandstätter, K. Tekusch, Bauer, Twaroch, Kuthan, Grundwald, Körner. Ct: H. Meisl.

Italia: G. Innocenti (Pro Vercelli 2), Milano II (Pro Vercelli 5), R. De Vecchi (Milan 12), Binaschi (Pro Vercelli 9), Milano I (Pro Vercelli) 10 (cap), Parodi
(Casale 1), Berardo (Pro Vercelli 9), Valobra (Piemonte 1), V. Fresia (Pro Vercelli 1), Trerè (Ausonia 4), Corna (Pro Vercelli 4). Ct: U. Meazza.

Arbitro: Fehery (Ungheria).

SPETTATORI: 10.000.
Gli azzurri non sfigurano ma ritornano a casa con un secco 2 a 0. La strada per diventare competitivi è ancora lunga.
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