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VENTI DI GUERRA NELL’ESTATE 1911

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Più che dai preparativi per il nuovo campionato, nell’estate del 1911 l’opinione pubblica è attratta da quelli della guerra contro la Turchia per la conquista
della Libia. A favore del conflitto spingono gli industriali che vedono la possibilità di grandi affari grazie alle forniture militari e gran parte della cultura con a capo Gabriele D’annunzio, che sogna la rinascita dell’impero sui colli romani.

La conquista della Libia viene ritenuta anche una valida possibilità per dare occupazione a migliaia di persone in cerca di lavoro e costrette ad emigrare all’estero. Siamo all’apice di un fenomeno che nei primi quindici anni del novecento ha portato fuori dall’italia quasi sei milioni di persone con punte di un milione nel 1913. Si tratta per lo più di giovani la cui forza lavoro viene sottratta alle campagne provocando lo spopolamento di intere zone soprattutto dell’Italia centro-meridionale.

L’attenzione nei confronti del dibattito circa l’opportunità di imbarcarsi in una guerra di conquista viene momentaneamente meno il 21 agosto, quando da Parigi giunge la notizia del furto della “Gioconda”, il celeberrimo quadro dipinto da Leonardo Da Vinci e custodito nel museo del Louvre, portato a termine dal decoratore Vincenzo Perugia. Il ladro verrà acciuffato mentre tenta di piazzarlo presso un antiquario italiano.
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