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la nazionale nel caos e l’affondamento del titanic

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Mentre terminano i gironi di qualificazione il campionato si ferma per lasciare spazio alla nazionale impegnata in una gara amichevole utile a preparare la spedizione in Svezia. Viene organizzato un match contro la Francia, compagine alla portata dei nostri. Il tecnico Umberto Meazza sostituisce
il portiere De Simoni con Faroppa del Piemonte. Esordisce Edoardo Mariani, primo giocatore del Genoa a vestire la casacca azzurra.
7: Torino (Campo Torino, Via Filadelfia) – domenica 17 marzo 1912 – ore 14,30

Italia-Francia 3-4

Reti: 10’ Maës, 24’ Rampini I, 38’ Maës, 47’ Cevenini I, 52’ Mesnier, 58’ Rampini I, 66’ Faroux

Italia: Faroppa (Piemonte 1), M. Sala (Milan 1), R. De Vecchi (Milan 6), Ara (Pro Vercelli 5), Milano I (Pro Vercelli) 5 (cap), Leone (Pro Vercelli 2), Milano II (Pro Vercelli 1), Berardo (Pro Vercelli 4), Cevenini I (Milan 7), Rampini I (Pro Vercelli 5), E. Mariani (Genoa 1). Ct: Commissione Tecnica federale; All.: U. Meazza.

Francia: Chayriguès, Fievet, Romano, Biguè, Barreau, Ducret, Faroux, Mesnier, Maës, Vialmonteil, Jourde. Ct: commissione tecnica interfederale.

Arbitro: Stark (Inghilterra).
Italia e Francia danno vita ad un match combattuto nel quale gli azzurri dimostrano grandi doti di combattività, marchio di fabbrica del blocco Pro Vercelli,
ma alla fine debbono soccombere. Si tratta della sesta partita senza vittorie e i colpevoli vengono individuati nel portiere Faroppa, reo di avere incassato quattro reti e nel tecnico Umberto Meazza che lascerà la panchina della nazionale.

E’ un’altra grana che si aggiunge a quelle già esistenti. A poco più di tre mesi dall’impegno olimpico il calcio italiano si trova praticamente senza direttivo federale in seguito alle dimissioni di molti suoi componenti, presidente in primis. Si tratta della logica conseguenza di riunioni nelle quali le lamentele dei dirigenti di club riguardanti i soliti torti arbitrali o la formula del campionato, hanno sempre preso il sopravvento sui reali problemi del footbal nostrano. In questa situazione di caos emerge la figura del giornalista sportivo torinese Vittorio Pozzo. Grande conoscitore del calcio internazionale del periodo grazie ai suoi studi svolti tra Svizzera ed Inghilterra, Pozzo si è gia distinto come valido dirigente del Torino. Intuendone le grandi capacità organizzative la Federazione Italiana Gioco Calcio gli affida la segreteria e, mancando di una sede, essa viene trasferita proprio a casa Pozzo. A questo punto il giovane si assume anche l’onere di organizzare tecnicamente e logisticamente la spedizione svedese, compito che non risulterà per nulla semplice.

Intanto si chiudono i gironi di qualificazione, ma l’opinione pubblica è scossa da quanto si apprende dai giornali: domenica 14 aprile affonda il Titanic,
il più grande transatlantico mai costruito, quella che avrebbe dovuto essere una nave inaffondabile si porta via oltre 1500 vite umane.
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