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L’ITALIA TRA IRREDENTISMO E FUTURISMO

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l’estate del 1910 dei non ancora divi del pallone trascorre scandita da allenamenti molto rudimentali e da partite amichevoli. I giovani rappresentanti le famiglie bene delle città nelle quali vivono si preparano in questo modo ad affrontare la nuova stagione agonistica. Contemporaneamente, però ve ne
sono altri che, guidati da alcuni insegnanti e da alcuni ufficiali, stanno preparando qualche cosa che non porterà a nulla di buono ne per il Paese e nemmeno per il mondo del calcio, che non potrà rimanervi escluso. Pure in questo caso Milano si dimostra il centro propulsivo. Siamo in un momento storico in cui una malattia politica gira per l’Italia, è l’Irredentismo; il capoluogo lombardo ne è appunto il centro, mentre il Sursum, il movimento studentesco, ne è un’espressione palese. Scopo di tutto questo? Il nazionalismo. Nelle grandi città nascono “battaglioni di volontari” su iniziativa appunto di alcuni professori e ufficiali, che tengono pure corsi di addestramento all’uso delle armi, per

Da Parigi Filippo Tommaso Marinetti, con il suo primo Manifesto Futurista, da un’ulteriore spinta al patriottismo vedendo nella guerra:

A quanto avviene in Italia non rimane indifferente nemmeno il mondo culturale austriaco.

A Firenze nasce l’Associazione Nazionalista Italiana composta da uomini provenienti da vari partiti, ma con un unico programma: la richiesta di una politica mirante allo sviluppo degli armamenti, ad una forte espansione coloniale, ma soprattutto al rafforzamento dell’immagine dell’Italia all’estero. Escono numerosi giornali sull’argomento con collaboratori ed esponenti di varie categorie, tra cui quella degli industriali che vedono nelle forniture all’esercito
un affare colossale. Logicamente questi spingeranno l’Italia prima ad imbarcarsi nella conquista della Libia e successivamente ad abbandonare le posizioni non interventiste per entrare nella Prima guerra Mondiale.

A tener banco nel mese di ottobre è il processo contro la traduzione italiana del romanzo Mafarka il Futurista di Marinetti, accusato di oltraggio al pudore. Lo scrittore siciliano Luigi Capuana interviene come tecnico a difesa citando una serie di classici licenziosi a dimostrazione della possibilità di convivenza tra arte ed erotismo. Tra gli avvocati spicca Cesare Sarfatti, che tramite la moglie Margherita (amica, forse amante, di Boccioni) ha ormai allacciato stretti legami con i futuristi. La stampa dà grande
risalto al processo che si conclude con un’assoluzione in primo grado, seguita da una condanna a due anni e mezzo con la condizionale in Appello e in Cassazione. Sta di fatto che basta accennare ad un’immagine “sconcia” per far visita alle “patrie galere”. Cinquant’anni dopo sarà ancora così!





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