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L’ATTIVITÀ DELLA NAZIONALE E LA FINALE 1911

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Terminati i gironi di qualificazione, il campionato si ferma per lasciare spazio alla nazionale che,, nel mese di maggio, disputa due gare. Peraltro la selezione “non ancora azzurra” è già scesa in campo altre due volte. Nel giorno dell’Epifania ha ospitato la forte Ungheria la quale ha restituito la visita fatta dai nostri nel maggio dell’anno precedente.

Nonostante si stia sviluppando in modo esponenziale, il movimento calcistico dell’epoca è ancora basato su valori aventi ben poco da spartire col professionismo attuale, quindi anche il contracambiare una visita diventa quasi un obbligo.

Dopo la disfatta di Budapest la Federcalcio ritorna sulle sue decisioni e revoca la squalifica ai giocatori della Pro Vercelli permettendo al tecnico Umberto Meazza di allestire una squadra più competitiva almeno sulla carta. Sono sei i piemontesi scesi in campo. Questa partita, però, passa alla storia in quanto la nostra squadra veste per la prima volta la maglia azzurra consentendo ai magiari di indossare quella bianca. L’azzurro è stato scelto in quanto colore di Casa Savoia e non sarà mai più abbandonato.
3: Milano (Stadio Arena Civica) – Venerdì 6 gennaio 1911 – ore 14.30

Italia-Ungheria 0-1 (Am)

RETI: 22’ Schlosser

Italia: De Simoni (U.S. Milanese 3), Binaschi (Pro Vercelli 1), De Vecchi (Milan 2), Ara (Pro Vercelli 1), Milano I (Pro Vercelli) 1 (cap.), Leone (Pro Vercelli 1), Debernardi (Torino 3), Cevenini I (Milan 3), Berardo (Piemonte 1), Rampini I (Pro Vercelli 1), Corna (Pro Vercelli 1). C.t.: Commissione tecnica federale; All.: U. Meazza.

Ungheria: Sipos, Feldmann, Revesz, Weinber, Brody, Biro, F. Weisz, Karoly, Korodi, Schlosser, Szekany. Ct: Minder.

Arbitro: Goodley (Inghilterra).

SPETTATORI: 5.000.
L’innesto del blocco della Pro Vercelli non evita una nuova sconfitta, se pur di misura, alla nazionale italiana incapace di rimontare il gol iniziale di
Schlosser.

All’inizio di aprile viene restituita la visita alla Francia, compagine sicuramente più debole di quella ungherese, quindi si parte fiduciosi di portare a casa una vittoria. Per l’occasione Meazza reinserisce in prima squadra il centro mediano dell’Inter Virgilio Fossati, spostandolo però nel ruolo di mediano
laterale al fianco di Giuseppe Milano, la mezz’ala rossonera Rizzi, l’ala sinistra Boiocchi e fa esordire l’altra rivelazione del Piemonte Gavinelli.
4: Parigi (Stade de Saint-Ouen) – domenica, 9 aprile 1911 – ore 14,30

Francia-Italia 2-2 (Am)

Reti: 16’ Maës, 33’ Rampini I, 40’ Maës, 81’ Boioccchi

Francia: Coulon, Ch. Bilot, Verlet, Rigal, Ducret, Vascout, Mesnier, Devic, Maës, Gravier, Verbrugge. Ct: commissione tecnica interfederale.

Italia: De Simoni (U.S. Milanese 4), Binaschi (Pro Vercelli 2), De Vecchi (Milan 3), Ara (Pro Vercelli 2), Milano I (Pro Vercelli) 2 (cap.), Fossati (Inter 3), Gavinelli (Piemonte 1), Rizzi ( Milan 3), Cevenini I (Milan 4), Rampini I (Pro Vercelli 2), Boiocchi (U.S. Milanese 3). Ct: Commissione tecnica federale; All.: U. Meazza.

Arbitro: Barette (Belgio).

SPETTATORI: 4.000.
Un gol di Boiocchi a nove minuti dal termine salva la nazionale italiana dalla terza sconfitta consecutiva. Si tratta senz’altro di un risultato deludente, soprattutto se paragonato al 6 a 2 inflitto ai galletti meno di un anno prima, estremamente utile per far realizzare al movimento nostrano di non essere all’avanguardia in Europa.

Intanto arriva il mese di maggio e c’è da affrontare la Svizzera in un doppio confronto.

La prima partita si disputa a Milano e per l’occasione il tecnico Meazza fa esordire l’ala destra del Milan Carrer e richiama Felice Berardo.
5: Milano (Stadio Civico Arena) – domenica 7 maggio 1911 – ore 15.30

Italia-Svizzera 2-2 (Am)

Reti: 31’ Carrer, 40’ Hasler, 65’ Sydler III, 74’ Boiocchi

Italia: De Simoni (U.S. Milanese 5), Binaschi (Pro Vercelli 3), De Vecchi (Milan 4), Ara (Pro Vercelli 3), Milano I (Pro Vercelli) 3 (cap.), Fossati (Inter 4), Carrer (Milan 1), Cevenini I (Milan 5), Berardo (Piemonte 2), Rampini I (Pro Vercelli 3), Boiocchi (U.S. Milanese 4). C.T.: Commissione tecnica federale; All.: U. Meazza.

Svizzera: Flückiger, Müller, Würsten, Ehrbar, Henneberg II, Henneberg I, Stauss, Hasler, Wyss I, Sydler III, Collet.

Arbitro: Goodley (Inghilterra).

SPETTATORI: 5.000
La gara termina con un nuovo pareggio per 2 a 2 agguantato nell’ultimo quarto d’ora da Boiocchi alla sua seconda segnatura consecutiva con la maglia azzurra. La nostra squadra dimostra un certo carattere che viene opposto con un certo successo contro una delle squadre più forti del momento. Ora Meazza e i suoi sono attesi dalla prova del nove: ossia dalla difficile trasferta svizzera.

Il tecnico milanese riconferma in blocco la squadra.
6: La Chaux de Fonds (Parc des Sports) – domenica, 21 maggio 1911 – ore 15,30

Svizzera-Italia 3-0 (Am)

Reti: 20’ Wyss I, 37’ Sydler II, 85’ Sydler III

Svizzera: Dreyfuss, Stucky, Würsten, Ehrbar, Walter, Henneberg I, Stauss, Sydler II, Wyss I, Sydler III, Collet.

Italia: De Simoni (U.S. Milanese 6), Binaschi (Pro Vercelli 4), De Vecchi (Milan 5), Ara (Pro Vercelli 4), Milano I (Pro Vercelli 4) (cap.), Fossati (Inter 5), Carrer (Milan 2), Cevenini I (Milan 6), Berardo (Piemonte 3), Rampini I (Pro Vercelli 4), Boiocchi (U.S. Milanese 5). C.T.: Commissione Tecnica Federale; All.: U. Meazza.

Arbitro: Ledène (Belgio).

SPETTATORI: 3.500
La trasferta in terra elvetica mette a nudo tutte le carenze della nostra nazionale figlia di un movimento ancora poco sviluppato e di squadre nelle quali i giocatori italiani sono dei comprimari. Inoltre non va dimenticato che il movimento svizzero è più vecchio di dieci anni rispetto al nostro e questa
differenza si vede tutta. Fatto sta che la squadra azzurra non vince da cinque gare.

Terminata la tourné della nazionale l’attenzione dei pochi appassionati di calcio si sposta nuovamente sul campionato che vive il suo epilogo con la finalissima tra la Pro Vercelli e il Vicenza. I piemontesi sono stra favoriti in quanto abituati a combattere con squadre molto più competitive rispetto ai vicentini dominatori da anni solo
in campo veneto.

La gara d’andata si gioca in Piemonte, il Vicenza, che ha potuto sfruttare il mese di maggio per prepararsi al meglio, resiste fin che può ma alla fine deve soccombere per 3 a 0 contro i più esperti giocatori in maglia bianca che possono affrontare la trasferta in veneto con una certa tranquillità. In
casa del Vicenza la Pro Vercelli si impone nuovamente con il risultato di 2 a 1 legittimando così la sua supremazia. Al vicentino Ciscato resterà la soddisfazione di aver segnato l’unico gol dei suoi nella finale. Per i piemontesi si tratta del terzo titolo nel giro di quattro anni, un dominio interrotto solamente per una brutta coincidenza di date, altrimenti … .

Ecco la formazione della squadra campione d’Italia:

Innocenti, Binaschi, Valle; Ara, Milano I, Leone; Milano II, Ferraro, Fresia V, Rampini I, Corna.
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