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inizia il campionato 1910-11

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Comunque a novembre, mentre si discute anche se estendere il diritto di voto a tutti i cittadini in grado di leggere e scrivere, – ancora meno del cinquanta per cento della popolazione -, prende il via il nuovo campionato.

La Federazione ammette anche le principali compagini venete ed emiliane, ma le loro precarie condizioni tecniche ed economiche la convincono a relegarle in un girone a sè stante la cui vincente avrebbe affrontato in una finalissima la vincente del girone ligure-lombardo-piemontese. Va da sè che in questo modo verrà riservata poca attenzione a questa zona d’Italia nella quale il movimento stenta ancora a decollare.

Nel girone Ligure-lombardo-piemontese il Piemonte prende il posto dell’Ausonia retrocessa in seconda divisione.

Il girone termina ad aprile con il trionfo della Pro Vercelli capace di perdere una sola gara sulle sedici disputate e di subire solamente sette reti. I piemontesi dimostrano di essere gli autentici padroni del calcio del periodo: rispetto alle altre compagini possiedono un’organizzazione di gioco migliore, ma soprattutto hanno compreso l’importanza della fase difensiva. Tuttavia la superiorità del team piemontese non è dettata prettamente da questioni tecniche. Il fatto di essere una compagine composta esclusivamente da calciatori vercellesi, al cospetto delle squadre rivali piene di giocatori stranieri: inglesi, svizzeri e tedeschi, mescolati agli indigeni, inorgogliscono a tal punto i componenti le bianche casacche che diventano un ostacolo ancor più arduo da superare, per la tenacia con la quale, i giocatori della Pro Vercelli, si battono per una
questione che assume connotati patriottici.




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