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IL CAMPIONATO 1909 E LA NASCITA DEL FUTURISMO

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In un’atmosfera resa triste dalle notizie di morte provenienti da Messina e Reggio Calabria, il 10 gennaio prende comunque il via il campionato al quale partecipano per la prima volta due nuove realtà: l’Internazionale di Milano e il Venezia. Sorta due anni prima, la compagine lagunare ha avuto il merito di allargare il fronte delle partecipanti finora ristretto alle sole Lombardia, Liguria e Piemonte.

Il campionato italiano si appresta quindi a diventare una realtà sempre più importante sebbene ancora limitata al nord Italia maggiormente sviluppato rispetto al resto della penisola.

In questi primi anni del secolo si pongono le basi per la nascita del famoso triangolo industriale Milano-Torino-Genova, con ovvie ripercussioni positive anche sulle zone limitrofe. Le innumerevoli invenzioni tecnologiche della fine del secolo precedente, unite a quelle più recenti, offrono nuove possibilità produttive, magari non sfruttate a pieno dall’industria italiana, non ancora ai livelli di quella delle maggiori potenze economiche del momento. Esistono comunque aziende come la Fiat e l’Ansaldo, che si stanno sviluppando in modo esponenziale, con grandi ripercussioni sul territorio nel quale sono stanziate.

A tutto ciò fa da contr’altare lo spopolamento delle campagne. Persone in cerca di condizioni migliori di vita si trasferiscono nelle città spesso incapaci di fronteggiare al meglio questi arrivi. Nascono i primi quartieri poveri, popolati da contadini e da emigranti dal sud, molti dei quali sbarcano il lunario dedicandosi al mendicismo. Sarà proprio da questi quartieri che nei prossimi anni usciranno alcuni tra i più grandi campioni della storia del calcio. Intanto il movimento deve accontentarsi di reclutare i suoi giovani negli ambienti più agiati.

La massima competizione nazionale prende il via la seconda domenica di gennaio con il primo derby ufficiale tra l’Inter e il milan con i rossoneri che prevalgono per 3 a 2 grazie alle reti di Attilio Trerè, del futuro arbitro Gama e di Pietro Lana; contemporaneamente il Torino conferma la propria supremazia sulla Juventus imponendosi per 1 a
0 grazie ad un gol di Carlo Capra. La domenica successiva scendono in campo anche le squadre liguri; il primo incontro tra l’Andrea Doria e il Genoa termina 1 a 1 grazie alle marcature di Erzog per i genoani ed Aristodemo Santamaria per i doriani. Nella stessa giornata
l’U.S Milanese sconfigge il Milan per 3 a 1 – gol di Recalcati, Boiocchi e Pizzi -, ipotecando la qualificazione alle semifinali. I rosso-neri hanno patito l’abbandono di Herbert Chilpin tornato in patria e le vicissitudini societarie che hanno portato alla fuori-uscita di quei 43 elementi che hanno dato vita all’Inter.

L’impresa della giornata viene compiuta tuttavia dalla Juventus, capace di battere per la prima volta in campionato il forte torino grazie ad una doppietta
di Ernesto Borele ad un gol dello svizzero Frey alla quale i granata hanno opposto il gol del solo Capra II.

Sette giorni dopo l’U.S. Milanese, battendo l’Inter all’Arena Civica per 2 a 0 grazie ad una doppietta del maggiore dei fratelli Pizzi, si guadagna puntualmente l’accesso alla fase successiva, così come un gol di Giacomo Zuffi permette al Torino di proseguire il proprio cammino. Infatti il derby torinese doveva designare solamente la sfidante piemontese alla Pro Vercelli campione. Il
7 febbraio, mentre Andrea Doria e Genoa terminano nuovamente in parità il loro incontro con un pirotecnico 3 a 3, la Pro Vercelli si impone sui granata per 2 a 1, passando in vantaggio al42′ con Annibale Visconti, venendo raggiunta al 62 da una marcatura di Enea Zuffi per vincere con una rete di Carlo Rampini ad un minuto dalla conclusione dell’incontro. .

Tuttavia le prime pagine non spettano ancora alle vicende calcistiche: questa giornata di campionato va in scena esattamente il giorno dopo la pubblicazione sul “Figaro” del Manifesto Futurista di Filippo Tommaso Marinetti. Si tratta della nascita di un movimento che avrebbe dovuto essere artistico-letterario, ma che in realtà andrà ad ispirare l’ideologia degli anni futuri, i cui effetti non tarderanno a farsi vedere.

Due settimane dopo il Genoa riesce finalmente ad avere ragione della resistenza dell’Andrea Doria per 2 a 1 grazie alle reti di Ravano ed Hermann. Il grifone non è più il padrone assoluto del calcio italiano e anche in terra genovese deve fare i conti con i doriani. Nata come sezione di una società
di ginnastica, la squadra ha impiegato molti anni prima di raggiungere un buon grado di competitività, ma forti giocatori come Frantz Calì, Enrico Sardi ed Aristodemo Santamaria le hanno permesso di competere con i sodalizi più forti dell’epoca.

Intanto U.S. Milanese e Venezia giocano la prima semi-finale (detta anche finale Veneto-Lombarda); in terra lagunare i più esperti giocatori milanesi non debbono
faticare per avere ragione dei veneti passando per 7 a 1 grazie ad una tripletta del solito Pizzi e alle reti di Boiocchi, Recalcati, Varisco e Besana alle quali i padroni di casa oppongono il solo Vivante. E’ fin troppo lampante la differenza tra le compagini del triangolo industriale e quelle di tutto il resto del Paese.

Il 14 marzo Carlo Rampini si dimostra ancora una volta decisivo per battere il Torino e permette alla sua Pro Vercelli di accedere alle semifinali dove incontrerà il Genoa.

La prima sfida si gioca il 21 marzo sul terreno dei campioni uscenti che vincono in rimonta per 3 a 2; il Genoa ha chiuso infatti il primo tempo in vantaggio replicando con una doppietta dell’inglese Hugues I al gol vercellese di Visconti Nella ripresa i piemontesi reagiscono e chiudono la pratica con le marcature dell’ala
destra Felice Milano e del centravanti Vincenzo Fresia.

Intanto l’U.S. Milanese diventa la prima finalista travolgendo il Venezia per 11 a 2 andando a segno con tutto il fronte offensivo. Finisce in modo inglorioso la prima partecipazione dei veneti al campionato. In questa doppia disfatta emerge tutta la loro inesperienza nelle partite ad alto livello.

La settimana successiva la Pro Vercelli completa l’opera andando a pareggiare a Genova per 1 a 1: al vantaggio di Hurni al 19′ risponde Annibale Visconti al 70′. In questo modo le due prime classificate nel campionato precedente si ritrovano in finale. E’ una gara molto attesa e gradita dalla Federazione Italiana Footbal, in quanto in entrambe le formazioni non milita alcun calciatore straniero.

Il primo atto della finale va in scena sul campo dei piemontesi i quali passano per 2 a 0 grazie ad una doppietta di Annibale Visconti realizzata ai minuti 6 e 24. L’impresa per i lombardi si presenta davvero ardua in quanto la Pro Vercelli è complesso solido. Nella gara di ritorno disputata il 25 aprile i bianchi evitano di maramaldeggiare e ne nasce un piacevole 2 a 2 che porta le firme di Rampini al 9′, Recalcati al 25, Milano II al 47 e ancora Recalcati a sei minuti dalla conclusione.

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