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L’ESTATE DEL 1909 E LA NASCITA DELLA FIGC

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Nell’estate del 1909 sugli scaffali dei numerosi empori italiani compare una raccolta di ventidue canzoni napoletane incise da Enrico Caruso, tra le quali la celeberrima Core ‘ngrato, scritta da Riccardo Cordiferro e Salvatore Cardillo, ispirata alla fine del rapporto tra Enrico Caruso stesso ed Ada Giacchetti, la sua famosa amante fuggita un anno prima con l’autista della coppia, destando grande clamore sui giornali e tra l’opinione pubblica.

il foot-ball, intanto, è ormai diffuso sull’intero territorio nazionale e si avvia a diventare lo sport piu’ amato e praticato. In questi primi vent’anni
sono nate un gran numero di società che iniziano a bussare alla porta del massimo torneo.

L’esigenza di dare ad un numero maggiore di compagini la possibilità di partecipare alla competizione nazionale, ha come logica conseguenza l’aumento del numero delle giornate di campionato. Si decide così di iniziare la stagione in autunno per farla terminare nella primavera dell’anno successivo. E’ un altro passo che conduce il sistema-calcio fuori dallo stato di precarietà nel quale ancora sta vivendo. Finora si è andati avanti in modo prettamente dilettantistico; vi sono infatti testimonianze di squadre che effettuano le trasferte vicine in bicicletta, gli impianti sono ancora fatiscenti e in molte piccole realtà i match calcistici vengono visti con indifferenza dalla popolazione locale incapace di comprendere ancora cosa stiano facendo quei ragazzi in mutandoni che corrono dietro ad una palla.

La passione però aumenta, sia tra i giocatori, sia tra i tifosi sebbene Il footbal non abbia ancora ottenuto il primato nell’immaginario collettivo. Esso deve fare i conti con il fascino suscitato, soprattutto negli ambienti della nuova cultura d’inizio secolo, dalle gare automobilistiche in cui l’Italia dimostra tutta la genialità dei propri costruttori, i quali, con pochi mezzi, ottengono quanto all’estero non riescono ad avere nonostante ingenti investimenti. L’automobile e la motocicletta rappresentano i simboli del nuovo uomo che deve essere efficiente e veloce. In quest’anno iniziano la loro attività personaggi come Bugatti
e Gilera.
L’auto diventa anche il simbolo di quel modernismo profondamente osteggiato dai vertici cattolici, i quali vi vedono il tentativo di dar spazio alle forze del male. L’oscurantismo imposto dagli ambienti ecclesiastici viene in parte supportato dalle idee di Benedetto Croce, uno dei maggiori intellettuali dell’epoca che, al positivismo della scienza e della tecnica, preferisce le facoltà umanistiche. Gli effetti di una simile concezione si rifletterànno anche sull’impostazione dei programmi scolastici italiani, dove le scienze troveranno poco spazio.

Nemmeno a farlo a posta, il calcio, molto diffuso nelle scuole superiori, si rivela subito un gioco adatto per far spendere fiumi di parole, soprattutto fra coloro che vi si vogliono avvicinare in qualità di dirigenti. Circa quarant’anni dopo, mentre stendeva le sue memorie, Vittorio Pozzo, che di questo periodo è testimone più che attendibile avendolo vissuto in prima persona svolgendo tutti i ruoli possibili ed immaginabili, arriverà a definire il Foot-ball una buona palestra per aspiranti politici e diplomatici. Le società dell’epoca, lui si riferisce soprattutto al Torino, da dove sta muovendo i primi passi nel mondo del calcio, vivono una situazione in continuo divenire. Basta un periodo anche breve di scarsi risultati per indire assemblee straordinarie che si concludono sovente con lo sfascio dei direttivi societari.
Tali assemblee si svolgono in locali pubblici. Nessuno dispone ancora di sedi sociali. A Torino, capita che nello stesso ristorante si riuniscano in tavoli paralleli Torino e Juventus. Ma questa situazione è destinata a cambiare in quanto il calcio coinvolge sempre maggiormente la popolazione.

Va da sé, quindi, che ben presto il fenomeno non passi inosservato agli attenti operatori economici: le manifestazioni iniziano a spostare molti tifosi creando nella sede della partita un indotto commerciale, con l’entusiastica partecipazione della folla, pari se non superiore alla festa annuale del paese. Scoperto il grande business, volendo fare le cose per bene (impianti, attrezzature, manifesti stampati, ingaggio allenatore a tempo pieno ecc.) per far
assistere alla partita si comincia a far pagare agli spettatori un biglietto per coprire alcuni costi, come il viaggio degli atleti nelle trasferte o il compenso ai giocatori reclutati fuori provincia o talvolta fuori nazione. (Un vezzo che inizia a diffondersi per rendere più agguerrita la propria squadra locale).

Come già accennato sopra, le compagini avvertono sempre di piùla necessità di un allenatore professionista. Fino a questo momento la conduzione tecnica è stata demandata al capitano (James Spensley, Herbert Chilpin o Giuseppe Milano I per fare alcuni esempi). Ne risulta che le squadre giocano in modo disorganizzato
pensando soprattutto alla fase d’attacco, mentre i ruoli sono poco definiti. Da ricordare, a tal proposito, l’esempio di Herbert Chilpin che ha vinto tre scudetti nel Milan giocando in tre ruoli diversi: stopper nel 1901, terzino nel 1906 e mezz’ala l’anno successivo.

Ma se si vuole fare un vero salto di qualità, imitando il movimento inglese, dove il giocatore è un professionista a tutti gli effetti, diventa ormai necessario creare una struttura capace di comprendere tutti i club, di fissare una volta per tutte il regolamento del gioco e di gestire i campionati. Nasce la FIGC assieme ad una speciale commissione per controllare l’operato degli arbitri. Anche questa è una categoria da creare: finora le partite sonostate dirette da giocatori liberi da impegni agonistici. Con il dilatarsi del calendario questo non è più possibile, quindi bisogna iniziare a reclutare persone intenzionate a svolgere una simile mansione.

La nuova organizzazione è cosi’ strutturata: Presidente , Vice Presidente ed un Consiglio Federale composto da un Segretario, 4 membri e i 5 rappresentanti
dei Comitati regionali così suddivisi: Nord Ovest (Piemonte, Lombardia, Liguria), Nord Est (Veneto ed Emilia), Centro (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzi e Molise), Sud (Campania, Calabria, Basilicata, e Puglia), Isole (Sicilia e Sardegna).


Sotto la presidenza di Luigi Bosisio, nell’autunno del 1909 prende il via il primo campionato gestito dalla FIGC che sarà occasione di polemica e scandalo.
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