CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

INIZIA LA STORIA DELLA NAZIONALE ITALIANA

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Al termine del campionato la FIGC Decide di mettere assieme la prima nazionale italiana. La squadra viene affidata a Umberto Meazza, ex giocatore dell’Unione Sportiva Milanese, il quale convoca 22 calciatori, ma deve rinunciare a quelli della Pro Vercelli squalificati a causa del rifiuto di disputare lo spareggio con l’Internazionale. In preparazione della prima partita della nazionale contro la Francia, Umberto Meazza suddivide i 22 convocati in due squadre curiosamente denominate “la squadra dei probabili ” e ” la squadra dei possibili”. Vincono i “probabili” che diventeranno i primi titolari nella sfida alla Francia da disputarsi il 15 maggio. Alle ore 15 e 30, all’Arena Civica di Milano davanti a 4000 spettatori festanti. Scendono in campo in maglia bianca con collo
e polsini inamidati e mutandoni blu con cintura tre giocatori dell’U.S. Milanese: il portiere De Simoni, il terzino Varisco e l’ala Boiocchi, i milanisti Pietro Lana e Aldo Cevenini, fratello maggiore di quel Luigi che incanterà le folle negli anni venti, i granata Capello e De Bernardi, Attilio Trerè e Rizzi, passati dal Milan alla neonata Ausonia, l’interista Virgilio Fossati e Franz Calì dell’Andrea Doria che sarà il primo capitano della nazionale.
1: Milano (Arena Civica) – domenica 15 maggio 1910 – ore 15.30

Italia-Francia 6-2 (AM)

Reti: 13’ Lana, 20’ Fossati, 49’ Sellier (F), 59’ Lana, 62’ Ducret (F), 66’ Rizzi, 82’ Debernardi, 89’ Lana rig.

Italia: De Simoni (U.S. Milanese 1), Varisco (U.S. Milanese 1), Calì (Andrea Doria 1 cap.), Trerè (Ausonia 1), Fossati (Inter 1), D. Capello (Torino 1),
Debernardi (Torino 1), Rizzi (Ausonia 1), Cevenini I (Milan 1), Lana (Milan 1), Boiocchi(U.S. Milanese 1 ). C.T.: Commissione tecnica federale; all.: U. Meazza.

Francia: Tessier, Mercier, Sollier, Rigal, Ducret, Vascout, Mouton, Sellier, Bellocq, Ollivier, Jourde. Ct: commissione tecnica interfederale.

Arbitro: Goodley (Inghilterra).

SPETTATORI: 4.000

Tocca al milanista Pietro Lana l’onore di realizzare il primo gol con la maglia della nazionale. Il giocatore concluderà la propria performance mettendo a segno una tripletta che per molti anni rimarrà l’unica della storia azzurra.

La larga vittoria sulla Francia illude tutti gli addetti ai lavori che l’Italia sia diventata una potenza calcistica. Pertanto la squadra si reca in Ungheria carica di aspettative positive. Il lungo viaggio viene affrontato in treno e gli atleti trascorrono il tempo abbuffandosi con le scorte di salumi portate
da uno di loro timoroso di dover soffrire la fame. E’ logico dedurre che i nostri non scenderanno in campo nelle migliori condizioni.

Comunque il tecnico Meazza ripropone in campo la stessa formazione che ha travolto la Francia a Milano.

2: Budapest (Millenaris Sporttelep) – giovedì 26 maggio 1910 – ore 16.00

Ungheria-Italia 6-1 (AM)

Reti: 28’ Schlosser, 32’ F. Weisz, 48’ Schlosser, 69’ Karoly, 74’ Dobo, 75’ Korodi, 88’ Rizzi

Ungheria: Fritz, Rumbold, Szendrö, Biro, Karoly, Gorszky, F. Weisz, Dobo, Korodi, Schlosser, Borbasy. Ct: Minder.

Italia: De Simoni (U.S. Milanese 2), Varisco (U.S. Milanese 2), Calì (Andrea Doria 2 cap.), Trerè (Ausonia2), Fossati (Inter 2), D. Capello (Torino 2),
Debernardi (Torino 2), Rizzi (Ausonia 2), Cevenini I (Milan 2 – st De Vecchi Milan 1), Lana (Milan 2), Boiocchi (U.S. Milanese 2). Ct: Commissione tecnica federale: All.: U. Meazza.

Arbitro: Meisl (Austria).

SPETTATORI: 15.000

Sono trascorsi appena quattro giorni dalla bella impresa del maratoneta Dorando Pietri il quale nell’ultima sua gara corsa all’estero ha stabilito il proprio primato personale. Nemmeno il tempo di gioire per l’impresa della nazionale di due settimane prima e per quest’ultima, che i magiari riportano la nostra squadra e il nostro movimento sportivo in genere alla realtà: la maggiore padronanza tecnica, la voglia di essere squadra e di rappresentare un popolo, dal momento che la nazione ungherese non ha ancora ottenuto l’indipendenza dall’impero austro-ungarico, unite alle precarie
condizioni fisiche in cui i giocatori italiani si sono presentati in campo, sono state le cause di una simile disfatta. Della trasferta in Ungheria va salvato solamente l’esordio del diciottenne Renzo De Vecchi, che nel secondo tempo è subentrato ad Aldo Cevenini. Un’altra immagine rimasta negli occhi agli atleti azzurri scesi in campo è stata l’imponenza del pubblico; alla partita hanno assistito ben quindici mila persone tra le quali molte donne.

La brutta sconfitta subita indurrà la Federazione a revocare la squalifica ai giocatori della Pro Vercelli. Inizia qui la tradizione di cambiare le decisioni
a seconda delle necessità.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

LASCIA UN Commento