CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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IL CAMPIONATO 1907

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Il 1907 italiano passa alla storia per le prime rivendicazioni del movimento femminista guidato da Maria Montessori, la prima donna laureata del nostro paese che il 6 gennaio apre la prima scuola nella quale applica il suo metodo d’insegnamento, miranti ad ottenere eguale retribuzione salariale tra uomini e donne, l’istruzione femminile e l’estensione del diritto
di voto. Infatti fino ad allora le donne impiegate nelle fabbriche hanno sempre goduto di una retribuzione salariale inferiore ai loro colleghi, mentre l’istruzione è sempre stata contemplata solo per le donne di famiglia agiata e il diritto di voto è ancora riservato esclusivamente alla popolazione maschile in possesso di ingenti ricchezze. Simili rivendicazioni vengono inizialmente osteggiate da tuttte le istituzioni a partire da quella ecclesiastica.

L’anno, inoltre, è caratterizzato da una grave crisi finanziaria che porterà gli istituti di credito italiani a costituirsi in un consorzio per evitare la bancarotta del sistema stesso.

Continuano anche gli scioperi proletari per migliori condizioni di lavoro, a fine anno se ne conteranno oltre 2500.

Questa è la poco lusinghiera situazione socio-economica del Paese nella quale inizia il campionato del 1907 che presenta ai nastri di partenza il neonato
Torino. La squadra granata è gia molto quotata in quanto Alfred Dick, nella sua fuga dalla Juventus, ha portato con sé grandi giocatori come il terzino Bollinger, dipendente del Dick stesso.

Il 13 gennaio, al momento della partenza del massimo torneo nazionale, inizia anche la storia del derby della Mole, diventato così la più vecchia tra le
gare stracittadine ancora esistenti.

La prima partita è a pannaggio dei torinisti grazie ad una doppietta dello svizzero Kemper, dimezzata da Ernesto Borel, padre dei futuri campioni degli
anni trenta Aldo e Felice

Nella stessa giornata l’Andrea Doria costringe il Genoa ad un pareggio per 1 a 1, mentre i campioni d’Italia del Milan si sbarazzano dell’U.S. Milanese con il punteggio tennistico di 6 a 0 ottenuto grazie ad una doppietta di capitan Chilpin, ad una tripletta di Imhoff e ad un gol di Widmer. I rossoneri si presentano in campo con una novità: in porta c’è un certo Radice che ha permesso ad Attilio Trerè di passare al ruolo di mezz’ala nel quale dimostrerà
tutto il suo talento calcistico. La carriera di uno dei più forti calciatori di questi primi anni del novecento verrà interrotta tragicamente dalla Prima Guerra Mondiale da dove tornerà gravemente menomato.

Il 3 febbraio si disputano le gare di ritorno. L’Andrea Doria dei fratelli Calì compie l’impresa di estromettere dalla finale il grande Genoa in fase di
rinnovamento generazionale. Contemporaneamente il Torino replica, con grande gioia di Alfred Dick, la sua vittoria sulla Juventus grazie a quattro reti del solito Kemper alle quali risponde il solo Ernesto Borel, mentre Il Milan batte nuovamente l’U.S. Milanese per 1 a 0 grazie ad un gol di Chilpin.

La settimana seguente Andrea Doria e Torino aprono il girone finale pareggiando per 0 a 0. Ora la competizione rimane ferma perun mese: alla ripresa Torino
e Milan pareggiano 1 a 1 – per i diavoli meneghini segna Attilio Trerè. Sette giorni dopo i campioni in carica, trascinati da Mader, Ihmof e dal sempiterno Chilpin, infliggono una secca cinquina all’Andrea Doria senza subire gol e chiudono in testa il girone d’andata. Il 24 marzo Milan e Torino pareggiano nuovamente, questa volta per 2 a 2 in una gara che consacra Attilio Trerè autore di una splendida doppietta. Ora ai rosso-neri basta un successo contro l’Andrea Doria per riconfermarsi campioni; esso arriva puntualmente il 7 aprile con il classico 2 a 0 firmato Madler e Trerè. L’ultima gara in programma
non ha alcun valore tanto che l’Andrea Doria evita di recarsi a Torino dando partita vinta a tavolino ai granata.

La formazione del Milan riconfermatosi campione d’Italia senza polemiche è la seguente:

Radice, Meschia, Moda; Bosshard, Trerè A., Piazza G.; Trerè S., Kilpin, Widmer, Imhoff, Mädler.

Mentre il Milan festeggia il suo terzo titolo di Campione d’italia, nei salotti delle persone in grado di leggere e scrivere entra la “Rivista Fono-Cinematografica”, la prima ad occuparsi di Cinema, altro divertimento che sta prendendo piede in questi primi anni del XX secolo e che, a differenza dello sport, sta trovando maggior spazio negli ambienti culturali, nonostante l’attività fisica sia comunque riservata alle classi più agiate.

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