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LA RIFORMA DEL LAVORO MINORILE E LE PRIME NAZIONALI EUROPEE

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Tanto analfabetismo è causato dalle condizioni in cui vive la stragrande maggioranza della popolazione infantile. Nelle campagne fin dalla tenera età i ragazzini sono costretti a lavorare nei campi per un tozzo di pane. Ma nelle città non è che vada meglio basti pensare che in questo 1902 un quarto della mano d’opera impiegata nell’industria è costituita da persone tra i 6 e i 12 anni. Per cercare di diminuire il gap culturale con le nazioni più evolute, il 19 giugno viene emanata una serie di leggi con le quali viene proibito l’impiego dei ragazzi al di sotto dei 12 anni nelle fabbriche. Inoltre viene regolamentato anche il lavoro notturno delle donne.


In estate, poi, desta clamore e sgomento il crollo del Campanile di San Marco di Venezia, uno dei simboli della città lagunare.

Mentre i primi grammofoni a tromba diffondono le note di “Torna a Surriento”, canzone che si dice sia dedicata all’allora primo ministro Zanardelli in visita nella cittadina campana, nascono le prime squadre nazionali al di fuori del Regno Unito: il 12 ottobre a Vienna si affrontano l’Austria e l’Ungheria. Le due nazioni fanno parte dell’impero Austro-Ungarico, dal quale i magiari ospiti vorrebbero staccarsi per diventare una nazione indipendente. Questo è un modo per affermare
la propria identità nazionale, ma tanto ardore non impedirà agli ospiti di subire una pesante sconfitta per 5 a 0.
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