CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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Oltre alla classe operaia e contadina, ridotta in pessime condizioni economico-sociali, ne esiste un’altra che sta ancora peggio: si tratta dei milioni di disoccupati soprattutto del sud. Di questo se ne rendono conto anche i giovani rampolli delle famiglie bene
sicule, in particolare Ignazio Majo Pagano ed Adolfo Marangolo, rispettivamente anime del Palermo e del Messina che decidono di donare l’incasso del primo incontro di calcio disputato il 18 aprile tra due squadre di città diverse nel sud Italia ai barcaioli disoccupati della città dello stretto, anzi che tenerne i proventi nelle casse sociali dei rispettivi sodalizi, a conferma ulteriore di quanto il gioco del calcio non sia ancora visto come fonte di possibili guadagni.

Concludiamo il racconto della stagione calcistica 1901 riportando il resoconto del cronista del “Giornale di Sicilia” Frack Rosso del 19 aprile 1901 che
commenta così l’avvenimento:

Nel contempo Elvaro nel Marchesino riportava quanto segue:

Questi due articoli ci fanno assaporare più di tanti nostri racconti l’atmosfera che circonda le partite dei primi anni del novecento, un’atmosfera distesa
nella quale il momento agonistico vero e proprio rappresenta solo una parte dell’avvenimento e nella quale i vinti escono sempre con l’onore delle armi. Inoltre risalta l’attenzione ai particolari di contorno come l’eleganza delle divise e del pubblico presente, cose che ai nostri giorni non interessano più.

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