CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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IL CALCIO GINNICO E IL PRIMO CAMPIONATO ITALIANO

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Comunque una vena calcistica tutelata dalla Federazione ginnastica, con toni decisamente più nazionalistici e conservatori riesce a svilupparsi. Si tratta del calcio ginnico, giocato in palestra e più vicino al moderno calcetto, che ha avuto, però, il merito di diffondere “l’arte pedatoria” in centri come Ferrara, Udine, Livorno, Alessandria, Savona, e nella stessa Genova dove in seno a una società ginnastica nasce l’Andrea Doria.

La ginnastica è senz’altro la disciplina più praticata dai giovani in quest’ultima decade dell’ottocento. E’ un continuo fiorire di società, soprattutto nel nord del Paese che in seguito apriranno ad altre discipline. Tra gli esempi appena citati manca quello che per la storia del calcio italiano si rivelerà il più importante: nel 1892 nasce la Società Ginnastica pro Vercelli promossa dal professore della Regia Scuola Tecnica, Domenico LUPPI, originario di Mirandola, un paese vicino Modena, e grande appassionato di questa disciplina. Inizialmente la Pro Vercelli comprende tra le sue fila la sola “Sezione Ginnastica”, a cui segue di lì a poco, l’affiliazione della prestigiosa Sezione Scherma, l’antico “Club Schermistico vercellese” presieduto dall’Avvocato penalista Luigi BOZINO. Questo avviene nel 1896, senz’altro un anno storico per il calcio italiano e per l’intero sport mondiale. Il noto avvocato penalista piemontese caratterizzerà i primi quarant’anni della storia del calcio nostrano.





Intanto fuori dai confini italiani si sta preparando un avvenimento di ben altra portata: ad Atene si disputano le prime Olimpiadi dell’era moderna. Artefice
è il barone francese De Cubertin che intende farne un momento di gioiosa riunione di persone. In realtà ci si accorge subito che, nel momento in cui si mandano atleti in rappresentanza di qualche campanile, nazione o città che sia, si tirano in ballo molti interessi per cui non è importante solamente partecipare, bensì vincere.

Il calcio internazionale rimane fuori da questo giro, tanto più quello nostrano. Ma questo rimane comunque un anno importante, In particolare il weekend che va dal 6 all’8 settembre, cioè quasi due anni prima del primo titolo tricolore conquistato a Porta Susa dal Genoa, quando il Concorso ginnastico interprovinciale di Treviso mette in palio addirittura il titolo nazionale di football. In finale la Società Udinese Scherma e Ginnastica batte
la S.G. Ferrara per 2 a 0, tutti gli atleti vengono premiati con «un labaro e una corona di quercia», ma quel titolo non è mai entrato nella storia ufficiale del calcio, in quanto trattavasi appunto di un torneo di calcio ginnico. Resta il fatto che questa via parallela, più italiana, al football, proseguirà, tra tornei locali e interregionali, formando atleti e costituendo società, fino al 1907, anno in cui il mondo del pallone e quello delle palestre si divideranno definitivamente.

Sempre nello stesso anno va registrata la nascita del primo giornale sportivo: il 3 aprile esce il primo numero de’ “La Gazzetta dello Sport”, nata dalla fusione de’ “La Tripletta” di Eugenio Camillo Costamagni e de’ “Il Ciclista” di Eliso Rivera.

Ma questo periodo è caratterizzato da almeno tre invenzioni destinate a cambiare usi e costumi delle persone: nel 1894 il giovane Guglielmo Marconi, mentre si trova in vacanza ad Oropa viene inpossesso di un articolo scientifico contenente le scoperte di Herz, lo studia, lo elabora, e intuisce che le onde da lui trovate possono essere dominate. E’ la scoperta che porta alla nascita della radio. Nel 1895, un commesso piemontese, Gillette, inventa la lametta da barba; mentre i fratelli Lumiere, in quello cheè il primo anno olimpico dell’epoca moderna, girano il primo film.

In questi anni stanno prendendo piede anche altri sport come la box, il ciclismo e lo sci, portato in italia da Adolf Kind, industriale svizzero, che nel giro di qualche anno crea lo sci club Torino. Sempre nello stesso anno viene costruita anche la prima automobile italiana. Inizia la passione per i motori, caratteristica peculiare delle nostre genti.

Comunque l’attività delle compagini rimane limitata ad incontri stra cittadini.
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