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OLDERICK NEJEDLY

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Nato nel 1909 a Rakovnik, minuscolo paese della campagna praghese, Oldrich “Olda” Nejedly cresce nello Zebrak, tra i cadetti. Ancora giovane, per la cifra di ventimila corone, nel 1926 finisce allo Sparta Praga dove debutta con squilli di tromba: cinque reti nel giorno dell’esordio fanno ricredere perfino il belga Raymond Braine, arrivato allo Sparta dal Beerschot di Anversa, che inizialmente riteneva prematuro l’esordio del diciassettenne “enfant du pais”. In quel giorno, invece, si forma un trio, Silny-Braine-Nejedly, destinato a divenire una delle grandi attrattive del calcio praghese e mittel-europeo. Innanzitutto rimangono leggendarie le sfide nei derbies con l’altra grande realtà praghese, lo Slavia, il quale dispone di una prima linea fondata sul talento di giocatori del calibro di Junek, Svoboda, Sobotka, Kopecky e Puc, non che di uno dei portieri più forti del mondo: Frantisek Planicka.

Con lo Sparta Nejedly diventa campione nazionale nella stagione ’31-32, guadagnandosi pure la maglia di titolare nella Nazionale ceca.

Per Nejedly la manifestazione italiana rapresenta la sua consacrazione nel grande calcio. Negli ottavi la Cecoslovacchia batte una Romania grintosa e poco arrendevole: 2-1, ed è proprio suo il gol che risolve la partita. Stesso copione contro la Svizzera: 3-2, e l’interno firma il successo al minuto 83. In semifinale “Olda” segna la tripletta del 3-1 sulla Germania. La sua Cecoslovacchia si arrenderà solo all’Italia (e ad Angiolino Schiavio, che a fine rassegna avrà in conto un solo gol meno di lui, quattro contro cinque) in finale e ai tempi supplementari.

Eccellente interno sinistro di ruolo, Nejedly denota un innato sesto senso che gli permette di trovare la via del gol con continuità. Lo ha fatto al Mondiale italiano del ’34, così come nel corso di una lunga e gloriosa carriera in patria, segnando in totale 146 reti nel campionato ceco e vincendo la classifica marcatori nella stagione ’38-39, con 21 gol.

Spenti i riflettori sul Mondiale, Nejedly torna a giocare con la maglia dello Sparta Praga. Vince ancora tre campionati nazionali (’35-36, ’37-38 e ’38-39) e trionfa nella Coppa Europa Centrale nel 1935.

Nel 1938 si ripresenta sulle scene del Mondiale. Due gol in due partite: uno nel 3-0 con cui la Cecoslovacchia si sbarazza dell’Olanda ai supplementari negli ottavi ed un altro nella prima partita dei quarti col Brasile, finita 1-1 dopo i supplementari. Nella ripetizione della sfida, due giorni dopo, Nejedly
non c’è: paga con l’assenza le “attenzioni” particolari della difesa brasiliana.

L’acuto nel torneo ’38-39, col successo nella classifica dei bomber di Cecoslovacchia, è uno degli ultimi in carriera. A 32 anni appena compiuti
(siamo nel ’41), il vecchio “Olda” saluta il grande calcio: torna a giocare per la squadra del paese natale, per divertirsi col calcio, e lo fa ben oltre la soglia dei quarant’anni, fino al 1951.

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