CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

GIAN PIERO COMBI

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
E pensare che aveva deciso di smettere! Dopo l’infortunio a Ceresoli il giocatore, sotto la spinta di Vittorio Pozzo, si rimette in forma e difende al meglio
la porta azzurra.

Nasce a Torino il 20 novembre del 1902 e compie tutta la trafila giovanile nella Juventus. Non ha ancora vent’anni quando viene gettato nella mischia in casa del Milan in una gara persa dai bianconeri per 2 a 0. Il giovane dimostra di avere talento tanto da relegare in secondo piano l’allora portiere titolare Giovanni Giacone, giocatore entrato anche nel giro della nazionale. L’azzurro non attenderà a lungo prima di vestire le spalle di Combi chiamato a difendere per la prima volta i pali della patria il 6 aprile 1924 in una disastrosa trasferta ungherese nella quale il giovane estremo difensore deve raccogliere per ben sette volte la palla dalla sua porta.

Di qui in avanti per Combi e per la nazionale inizia un crescendo continuo! Nel 1926 si laurea Campione d’Italia con la Juventus, mentre due anni dopo ha la soddisfazione di vincere la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam. La conquista della Coppa Internazionale del 1930 apre per Combi un ciclo incredibile di allori. Per quattro anni è il titolare della Juventus dominatrice dei primi anni trenta, contribuendo a fare dei bianconeri gli autentici cannibali del momento.

A 32 anni, e dopo qualche acciacco di troppo, Combi decide di lasciare accettando di entrare nella rosa dei convocati solamente per fare un piacere all’amico Vittorio Pozzo. L’infortunio toccato a Ceresoli lo rigetta nella mischia e Combi, probabilmente, nel periodo che va dall’ultima domenica di maggio alla seconda di giugno di questo 1934, compie il capolavoro agonistico della sua carriera, diventando decisivo per la conquista di un titolo che gli permetterà di essere ricordato tra i grandi del ruolo alla stregua dei grandi Frantisek Planika e Ricardo Zamora.

Il mondiale disputato in Italia chiude una carriera fantastica e gli permette di lasciare nel momento di maggior successo. Infatti con la Juventus ha appena vinto il suo quarto scudetto consecutivo formando con “Viri” Rosetta e “Berto” Caligaris, un trio difensivo che rimarrà nella storia.

Combi è stato uno dei piu’ grandi portieri del calcio, secondo alcuni il piu’ grande in Italia. La grande agilità fra i pali, lo straordinario coraggio nelle uscite e l’incredibile abilità sui calci di rigore lo hanno reso un’autentica leggenda del footbal.Per la sua grande elasticità gli è stato coniato il nomignolo di “uomo di gomma”.

Da allenatore non avrà altrettanta fortuna, anche a causa di un infarto che lo porterà via troppo presto, il 12 agosto del 1956 a soli 54 anni.

PROSEGUI CON:

ERALDO MONZEGLIO ERALDO MONZEGLIO Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

LASCIA UN Commento