CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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ENRIQUE GUAITA

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Nasce nel villaggio di Lucas Gonzales l’11 luglio 1910. Attaccante di altissima qualità esploso nell’Estudiantes e nazionale argentino, viene acquistato dalla Roma nel 1933 e l’anno successivo vince la classifica cannonieri stabilendo il record di segnature nei campionati a sedici squadre a girone unico con 28 gol in 29 partite. In azzurro totalizza solo 10 presenze perché dopo
i primi due campionati se ne ritorna in Argentina per evitare l’arruolamento nell’esercito italiano impegnato nella guerra d’Etiopia. Celeberrima è stata la sua frase:

“Sono venuto per fare i gol e non la guerra”.

Il regime e l’opinione pubblica dell’epoca lo bolleranno come traditore della Patria e lo condanneranno anche per esportazione illegale di valuta, reato che gli impedirà di rientrare nel nostro Paese anche dopo la caduta di Mussolini.

Dopo un anno di squalifica torna a giocare per il Racing Avellaneda, ma non riesce a tornare ai suoi livelli. Nemmeno il ritorno all’Estudiantes gli giova e a soli trent’anni abbandona l’attività agonistica e il mondo del calcio.

Diventa direttore del carcere di Baia Blanca, ma perde il posto e muore in povertà il 18 maggio 1959.

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