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ANFILOGINO GUARISI

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Amphilóquio Guarisi Marques nasce a San Paolo del Brasile il 26 dicembre 1905 da genitori italiani. Inizia la carriera nella Portuguesa dove esordisce a 17 anni per passare successivamente al Paulistano e al Corinthians, compagine nella quale si mette in evidenza raggiungendo anche la nazionale verde-oro.

Nel 1931, assieme a molti altri figli d’immigrati italiani in Brasile, giunge alla Lazio in quella che passa alla storia come la Brasilazio. Non è una stagione esaltante per i bianc’azzurri, ma Guarisi riesce comunque a mettersi in mostra, assieme ad altri giocatori come il difensore Armando Del Debbio e ai centrocampisti Juan Fantoni e Alejandro Demaria, si guadagna la riconferma anche per le stagioni successive.

Ala destra eccezionale, agile, rapido e concreto, con in più un pizzico di “follia” tutta brasiliana, è dotato di un tiro in porta preciso e radente, difficilissimo da intercettare per qualunque portiere. Tutte qualità che lo fanno entrare subito nel cuore dei tifosi biancocelesti, che lo ribattezzano
Filó (accorciando il nome di battesimo all’inizio e alla fine).

Nemmeno il tecnico della nazionale Vittorio Pozzo rimane indifferente alla sua classe e lo fa esordire nella gara contro la Grecia valida per la qualificazione al mondiale.

Oltre ad essere un grande campione, Guarisi è un eccellente uomo squadra, pronto a mettersi in secondo piano per inserire qualche compagno. E’ ciò che accade nell’immediato dopo-mondiale, quando alla Lazio arriva Attilio Ferraris, al quale, senza che gli fosse richiesto, dona la sua fascia di capitano.

Quella è l’ultima stagione di Guarisi alla Lazio. Fuggirà anche lui per paura della guerra assieme al compagno Demaria.

Muore l’8 giugno 1974, qualche settimana dopo la conquista dello scudetto da parte della Lazio di Tommaso Maestrelli.

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