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GERMANIA-AUSTRIA 3-2: IL WUNDER_TEAM GIÙ DAL PODIO MONDIALE

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Celebrata la nuova vittoria della nazionale azzurra, l’attenzione dei media si sposta immediatamente sulla finale di consolazione, in programma a Napoli il 7 giugno tra Austria e Germania in modo da stemperare le polemiche degli uomini allenati da Hugo Meisl circa l’arbitraggio troppo favorevole all’Italia.

La compagine tedesca è in ritiro a Sorrento, in uno dei più confortevoli alberghi cittadini e fa sapere che raggiungerà Napoli soltanto poche ore prima dell’incontro,trovandosi perfettamente a proprio agio nell’amena località della Costiera amalfitana.
La preoccupazione principale degli organizzatori, invece, è quella di garantire una degna cornice di pubblico al penultimo evento di Italia 34. La partita si svolgerà di giovedì, in una giornata lavorativa: si decide così di
ridurre il prezzo dei biglietti e, soprattutto, di spostare il fischio d’inizio alle 17,30, allo scopo di consentire a operai e impiegati di assistere al match.

Avendo le due compagini una maglia prevalentemente bianca, si pone un problema cromatico risolto facendo indossare la casacca con i colori del Napoli alla squadra austriaca.
Napoli (Stadio G. Ascarelli) – giovedì 7 giugno 1934 – ore 17.30

GERMANIA – AUSTRIA        3 – 2

RETI: 1’ Lehner, 29’ Conen, 30’ Horvath (A), 42’ Lehner, 55’ Sesta (A)

GERMANIA: Jakob, Busch, Janes; Zielinski, Szepan (cap.), Münzenberg; Bender, Lehner, Siffling, Conen, Heidemann. C.T.: J. Erberger.

AUSTRIA: Platzer, Cisar, Sesta; Wagner, Smistik (cap.), Urbanek; Zischek, Bican, Braun, Horvath, Viertl. C.T.: H. Meisl

TERNA ARBITRALE: Carraro (Italia); g.l.: Caironi (Italia), Escartin (Spagna)

SPETTATORI: 8.000.
La maglia di Vojack e Sallustro non porta bene agli austriaci, evidentemente scarichi dopo la sconfitta subita in semifinale contro l’Italia. Priva delle stelle Sindelar e Binder, la formazione allenata da Hugo Meisl chiude il proprio mondiale con una nuova sconfitta, lasciando alla Germania, certamente meno quotata alla vigilia, il terzo gradino del podio. Per il “Wunderteam” il bilancio non è certamente positivo!
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