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CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1934: LA PREPARAZIONE DEGLI AZZURRI

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Guidata in panchina da Vittorio Pozzo, la nazionale italiana di calcio vuole tentare di sovvertire il pronostico. L’ambiente non è dei più tranquilli: i rapporti Con la stampa sono già tesi, e s’inaspriscono

ulteriormente nel momento in cui l’allenatore piemontese commette l’errore di inserire settanta nomi tra gli azzurrabili, suscitando proteste
per la progressiva, lenta e penosa decimazione del gruppo.

Il ritiro è lunghissimo: prima i giocatori vengono portati all’Alpino, sopra Stresa, per disintossicarsi dalle fatiche del campionato, poi a Roveta, presso Firenze,

dove per un mese Pozzo li sottopone a una vera tortura mentale. Devono assimilare il suo credo tecnico, capire come vuole che venga interpretato il suo sistema di

gioco, il “metodo all’italiana”.

Inoltre Pozzo si fa odiare anche per la pressione alla quale sottopone i giocatori: è il suo modo per caricarli. Ad un certo punto deve però lasciare mano libera agli

atleti: Meazza e Ferraris,
tanto diversi tecnicamente e nel carattere quanto legatissimi nella loro amicizia, gli chiedono con cortese fermezza mezza giornata libera, per dare sfogo alla loro

voglia di libertà attraverso una piccola avventura galante.

Di quei giorni Felice Placido Borel, da due stagioni l’indiscusso dominatore dei bomber del campionato italiano, ricorda:

Lo stesso Borel racconta che il fuoriclasse interista avrebbe perso al gioco qualche cosa come 25.000 lire: un enormità in un periodo in cui si canta: “se potessi

avere mille lire al mese”

Alla fine Vittorio Pozzo, coadiuvato da Carlo Carcano convoca questi giocatori:

Nome                          squad                      nato        morto      gare min. Gols Ruolo

Allemandi Luigi               (Ambrosiana – Inter)    08.11.1903        1978     5    450    –    D

Arcari Pietro Sante (III)     (Milan)                 02.12.1909                 –      –    –    A

Bertolini Luigi               (Juventus)              13.11.1904        1977     4    360    –    C

Borel Felice Placido (II)     (Juventus)              05.04.1914  21.02.1993     1     90    –    A

Caligaris Umberto             (Juventus)              26.07.1901     10.1940     –      –    –    D

Castellazzi Armando           (Ambrosiana – Inter)    07.10.1904        1968     1     90    –    D

Cavanna Giuseppe              (Napoli)                18.09.1905                 –      –    –    P

Combi Giampiero               (Juventus)              20.11.1902        1956     5    450    –    P

Demaria Attilio (II)          (Ambrosiana – Inter)    19.03.1909                 1     90    –    A

Ferrari Giovanni              (Juventus)              06.12.1907  02.12.1982     4    360    2    A

Ferraris Attilio (IV)         (Roma)                  26.04.1904     05.1947     3    270    –    D

Guaita Enrique                (Roma)                  15.07.1910        1959     4    360    1    C

Guarisi Anfilogino “Filho”    (Lazio)                 26.12.1905                 1     90    –    C

Masetti Guido                 (Roma)                  22.11.1907  26.11.1993     –      –    –    P

Meazza Giuseppe               (Ambrosiana – Inter)    23.08.1910  27.10.1979     5    450    2    A

Monti Luis (Luisito)          (Juventus)              15.05.1901  09.09.1983     5    450    –    C

Monzeglio Eraldo              (Bologna)               05.06.1906  03.11.1981     4    360    –    D

Orsi Raimundo Bibiano         (Juventus)              02.02.1901  06.04.1986     5    450    3    A

Pizziolo Mario (I)            (Fiorentina)            08.12.1909  30.04.1990     2    180    –    D

Rosetta Virginio              (Juventus)              25.02.1902        1975     1     90    –    D

Schiavio Angelo               (Bologna)               10.05.1905  17.09.1990     4    360    4    A

Varglien Mario (I)            (Juventus)              26.12.1905        1978     –      –    –    C

Tra gli addetti ai lavori desta sensazione la chiamata di Attilio Ferraris. Il mediano romanista sta attraversando un periodo difficile: la vita

sregolata ne ha minato il rendimento al punto da costringere la Roma a metterlo fuori rosa. Pozzo gli dà fiducia e l’atleta risponde arrivando in ritiro già in

splendide
condizioni fisiche. Si racconta che egli avesse promesso al tecnico piemontese di smettere di fumare in cambio della convocazione; il proposito non è stato mantenuto,

ma le fonti dicono che Ferraris avesse ridotto drasticamente il numero di sigarette giornaliere da quaranta a due. Altrettanto scalpore desta
invece l’esclusione dalla rosa del suo compagno di centrocampo: il talentuoso centro-mediano Fulvio Bernardini.

Durante la preparazione si verifica un grave incidente al portiere Carlo Ceresoli deputato a partire titolare: il giocatore, effettuando una parata, si rompe un

braccio ed è costretto a lasciare la compagine. A questo punto Gian Piero Combi, presente solo per far numero in quanto ha già deciso di ritirarsi dall’attività
agonistica, viene gettato nella mischia, lavora alacremente e nel giro di una settimana ritorna più in forma che mai. Il clima nell’ambiente azzurro è buono: ancora

una volta Pozzo si dimostra abilissimo a creare la giusta atmosfera, che nei momenti di libertà è allietata dalla musica di Raimundo Orsi,
abile violinista ed abile fisarmonicista e dalla pazzia bonaria del portiere romanista di origine veronese Guido Masetti.

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