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CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1934: I QUARTI DI FINALE

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Dopo la larga vittoria contro gli Stati Uniti, Pozzo concede agli azzurri una giornata di assoluto riposo. In realtà è già stato fissato un allenamento defaticante allo stadio Berta di Firenze, ma al campo si presentano solo i massaggiatori. Nel frattempo  il sorteggio riserva agli azzurri la forte Spagna. Tra gli altri quarti in programma il giovedì successivo, va segnalato il match tra l’Austria e l’Ungheria, due delle migliori nazionali in circolazione.

La designazione degli arbitri non è cosa facile, vi sono momenti di tensione, tuttavia stemperati da una lauta cena offerta ai presenti. Questi momenti di convivialità

sono molto frequenti nel calcio dell’epoca. Ad esempio, la conferenza stampa di presentazione del match contro la Spagna si risolve in
una cena tra giornalisti e calciatori nella quale si distingue il portiere di riserva Guido Masetti che con mestoli e tegami presi dalla cucina e con un turbante

improvvisa un’improbabile Salomè.  Il giorno successivo in quel di Firenze tutti in campo contro la Spagna di Zamora.

Per l’occasione il tecnico Pozzo sostituisce Rosetta, Guarisi e Bertolini rispettivamente con  Monzeglio, Guaita e Castellazzi.

 112: Firenze (Stadio Comunale “Giovanni Berta”) –giovedì, 31 maggio 1934 – ore 15,00

ITALIA – SPAGNA                                     1-1 d.t.s.   (II C.M. 4’i d.f.)

RETI: 31’ L. Regueiro (S), 45’ Giovanni Ferrari

ITALIA: Combi (Juventus) 44 (cap.), Monzeglio (Bologna) 14, Allemandi (Ambrosiana – Inter) 11, Pizziolo (Fiorentina) 10, L. Monti (Juventus) 12, Castellazzi

(Ambrosiana – Inter) 3, Guaita (Roma) 3, Meazza (Ambrosiana – Inter) 24, Schiavio (Bologna) 19, Giovanni Ferrari (Juventus) 21, Orsi (Juventus) 29. C.T.:
V. Pozzo.

SPAGNA: Zamora (cap.), Ciriaco, Quincoces, Cilaurren, Muguerza, Fede, Lafuente, Iraragorri, Langara, L. Regueiro, Gorostiza. C.T: D.A. Garcia Salazar.

TERNA ARBITRALE: Baert (Belgio); g.l.: Ivanciscs (Ungheria), Ženišek (Cecoslovacchia).

SPETTATORI: 35.000.

Già i primi minuti di gara chiariscono a tutti che si tratterà di un match rude nel quale le difese sono destinate ad avere la meglio sui reparti

avanzati. Solo un episodio può sbloccare il risultato e dagli sviluppi di un calcio di punizione arriva la rete del vantaggio iberico realizzata dal forte centravanti

Langara. Gli uomini di Pozzo non si perdono d’animo ed ad un minuto dal termine Mario Piziolo scaglia verso la porta avversaria un bolide da calcio piazzato non

trattenuto da Zamora sul quale Giovanni Ferrari è lesto ad avventarsi per insaccare l’1 a 1.

Nella ripresa, con l’Italia ridotta in dieci uomini a causa del grave infortunio occorso a Mario Piziolo (per lui frattura di tibia e perone) la musica non sembra

cambiare: gli iberici colpiscono un palo col solito Langara, imitato poco dopo da Enrique Guaita che vede un suo bolide infrangersi sulla traversa. Nonostante oltre

un’ora giocata in inferiorità numerica l’Italia ha ancora la forza di gettarsi in avanti nei tempi supplementari, sfiorando il gol qualificazione con Angiolino

Schiavio.

Non esistendo la regola dei calci di rigore e, per fortuna,  nemmeno quella cervellotica della monetina, c’è bisogno di ripetere la partita.

Altri particolari riguardanti quella sfida ci vengono certamente forniti dal racconto di Felice Placido Borel:

Non meno combattute si rivelano le altre tre sfide valide per l’accesso alle semifinali.

Milano (Stadio San Siro) – giovedì 31 maggio 1934

GERMANIA – SVEZIA         2 – 1

60’ e 63’ Hohmann (G), 83’ Dunker (S)

GERMANIA: Kress, Haringer, Busch; Gramlich, Szepan (cap.), Zielinski; Lehner, Hohmann, Conen, Siffling, Kobierski. C.T.: J. Erberger

SVEZIA: Rydberg, Axelsson, S.Andersson; Carlsson, Rosen (cap.), E.Andersson; Dunker, Gustafsson, Jonasson, Keller, Kroon. C.T.: Commissione tecnica federale.

TERNA ARBITRALE: Barlassina (Italia); g.l.: van Moorsel (Olanda), Marcet (Svizzera)

SPETTATORI: 15.000

BOLOGNA (Stadio Littoriale) – giovedì 31 maggio 1934 – ore 16.30

AUSTRIA – UNGHERIA 2 – 1

RETI: 5’ Horvath (A), 53’ Zischek (A), 67’

AUSTRIA: Platzer, Cisar, Sesta; Wagner, Smistik (cap.), Urbanek; Zischek, Bican, Sindelar, Horvath, Viertl. C.T.: H. Meisl

UNGHERIA: A.Szabó, Vagó, Sternberg (cap.); Pálotas, Szücs, Szalay; Markos, Avar, Sarosi, Toldi, Kemenyi. C.T.: O. Nadás

TERNA ARBITRALE: Mattea (Italia); g.l.: Birlem (Germania), Escartin (Spagna)

SPETTATORI: 25.000

Torino (Stadio Benito Mussolini) – giovedì 31maggio 1934 – ore 16.30

CECOSLOVACCHIA – SVIZZERA 3 – 2

RETI: 18’ Kielholz (S), 24’ Svoboda, 48’ Sobotka, 71’ Abegglen III (S), 83’ Nejedly

Nelle altre gare la Cecoslovacchia elimina la Svizzera e la Germania batte la Svezia. Il confronto più atteso del turno eliminatorio è quello tra

Austria
ed Ungheria disputato nello stadio di Bologna.   Secondo tutte le previsioni dell’epoca la partita avrebbe dovuto fornire un grande spettacolo, ma si è risolta in una

caccia all’uomo che ha visto sconfitti 2 a 1 i magiari ridotti in 9 uomini per l’espulsione di Markos e per l’infortunio dell’ala Toldi azzoppata da un’entrata

criminale del difensore Bican sulla quale l’arbitro nostrano Mattea ha sorvolato.

Il giorno successivo, ancora a Firenze, va in scena la ripetizione dell’incontro tra Italia e Spagna. Desta subito sensazione l’assenza del portiere Zamora nelle file

iberiche. La versione ufficiale parla d’infortunio (d’altra parte lo stesso Felice Borel, nel passo dell’intervista sopra riportata, parla di un durissimo intervento

di Monti sul portiere durante un calcio d’angolo), ma vi sono molti sospetti. Qualcuno afferma che il giocatore sia stato, per così dire, “convinto”
a non scendere in campo. Altre fonti raccontano che il giocatore non sia stato effettivamente in grado di prendere parte alla contesa avendo, come molti altri suoi

compagni, risentito gli effetti di una notte passata completamente sveglio a causa del baccano creato da molti tifosi fiorentini che, senz’altro poco sportivamente,

avrebbero stazionato fino al mattino successivo sotto le finestre del “quartier generale” iberico. La verità non si è mai saputa, fatto sta che i nostri tirano un

grande sospiro di sollievo.

Pozzo, dal canto suo, reimpasta la formazione per avere forze fresche in campo inserendo Attilio Ferraris al posto dello sfortunato Mario Piziolo, Luigi Bertolini al

posto di Armando Castellazzi, Felice Borel, che, senza saperlo disputerà la sua ultima gara in azzurro, al posto di Angiolino Schiavio e Attilio
Demaria in luogo di Giovanni Ferrari. Proprio il bomber bianco-nero racconta a proposito del suo impiego:

 113: Firenze (Stadio Comunale “Giovanni Berta”) –Venerdì, 1 giugno 1934 – ore 15,00

ITALIA – SPAGNA                                     1-0                 (II C.M. 4’i d.f.: rip.)

RETI: 12’ Meazza

ITALIA: Combi (Juventus) 45 (cap.), Monzeglio (Bologna) 15, Allemandi (Ambrosiana – Inter) 12, Ferraris IV (Roma) 23, L. Monti (Juventus) 13, Bertolini (Juventus) 21,

Guaita (Roma) 4, Meazza (Ambrosiana – Inter) 25, Borel II (Juventus) 3, Demaria At. (Ambrosiana – Inter) 2, Orsi (Juventus) 30. C.T.: V. Pozzo.

SPAGNA: Nogues, Zabalo, Quincoces (cap.), Cilaurren, Muguerza, Lecue, Vantolra, L. Regueiro, Campanal, Chacho, Bosch. C.T.: D.A. Garcia Salazar.

TERNA ARBITRALE: Mercet (Svizzera); g.l.: Ivanciscs (Ungheria); Ženišek (Cecoslovacchia).

SPETTATORI: 43.000.

Così molti anni dopo Borel, anch’egli protagonista della

ripetizione contro gli iberici, descrive la prodezza che lancia gli azzurri tra le quattro “grandi” del mondo.

le prime pagine, però, sono doverosamente riservate ad Attilio Ferraris, autore di una prova strepitosa con la quale dà pienamente ragione a Vittorio Pozzo che lo ha

voluto nel gruppo. Comunque non è stata una vittoria esaltante: la Spagna riesce ad imbrigliare la manovra azzurra e sfiora addirittura l’impresa vedendosi annullare

un gol di Regueiro per fuorigioco.

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