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CAMPIONATO MONDIALE 1934: LE SEMIFINALI

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La dinamicità di “Core de’ Roma” Attilio Ferraris, l’uomo più in forma a disposizione del tecnico Vittorio Pozzo, si rivelerà molto importante per l’incontro di semifinale che la nazionale italiana dovrà affrontare due giorni più tardi a San Siro contro la forte Austria. Il “wunder-team” è compagine ostica e compatta nella quale brillano le stelle del centro mediano Smistic e del centravanti Sindelar.

Per l’occasione Pozzo ha deciso di affidarsi alla stessa formazione che ha iniziato i mondiali, eccezion fatta per Ferraris IV al posto di Pizziolo, di Eraldo Monzeglio al posto di Virginio Rosetta e di Enrique Guaita al posto di Anfilogino Guarisi.

Durante la vigilia scoppia un caso che porta Virginio Rosetta, uno degli artefici della grande crescita del calcio italiano, a chiudere in modo traumatico il proprio rapporto con la nazionale. Cosa sia successo in quell’albergo milanese ce lo racconta Felice Borel:

114: Milano (Stadio Calcistico San Siro) – domenica, 3 giugno 1934 – ore 15,00

ITALIA – AUSTRIA                                1-0 (II C.M. semifinale)

RETI: 19’ Guaita

ITALIA: Combi (Juventus) 46 (cap.), Monzeglio (Bologna) 16, Allemandi (Ambrosiana – Inter) 13, Ferraris IV (Roma) 24, L. Monti (Juventus) 14, Bertolini (Juventus) 22, Guaita (Roma) 5, Meazza (Ambrosiana – Inter) 26, Schiavio (Bologna) 20, Giovanni Ferrari (Juventus) 22, Orsi (Juventus) 31. C.T.: V. Pozzo

AUSTRIA: Platzer, Cisar, Sesta, Wagner, Smistik (cap.), Urbanek, Zischek, Bican, Sindelar, Schall, Viertl. C.T.: H. Meisl.

TERNA ARBITRALE: Eklind (Svezia); g.l.: Baert (Belgio), Ženišek (Cecoslovacchia).

SPETTATORI: 45.000.
 È un’altra battaglia! Su un campo reso pesante da una tempesta caduta su Milano poche ore prima dell’incontro, la nazionale azzurra scende in campo per la quarta volta  nel giro di una settimana. Per la forte compagine austriaca questo si rivelerà un vantaggio mica da poco in quanto i giocatori che la
compongono, oltre ad essere tecnicamente dotati, possiedono enormi risorse fisiche. 

Comunque dopo 20 minuti l’ala romanista Enrique Guaita, sfruttando una corta respinta del portiere avversario Platzer, porta in vantaggio l’Italia che, provata dal doppio impegno con la Spagna, riesce a difendere il risultato dall’assalto degli austriaci. Gli azzurri vengono aiutati da un pizzico di buona sorte e, ad onor del vero, anche da qualche svista arbitrale. La stampa austriaca, infatti, lamenta la mancata concessione di due calci di rigore e, sul gol, probabilmente Giuseppe Meazza, cadendo, ostacola Platzer impedendogli di riprendere la posizione più adatta a bloccare il tiro del giocatore italo-argentino.

Ne è uscita una partita dura, spigolosa e poco spettacolare.

Si va in finale dove ad attendere i nostri c’è la Cecoslovacchia abile ad aver avuto ragione della Germania per 3 a 2. Eroe di giornata è stato il centravanti Nejedly, vero rapinatore d’area, specialista nel ribadire in gol le respinte del portiere avversario. Nella circostanza la punta ha realizzato una tripletta
che gli permetterà di diventare il capocannoniere della manifestazione.

Ancora una volta la stampa internazionale considera gli azzurrisfavoriti. Tutti hanno ancora negli occhi la grande vittoria ottenuta nel mese di maggio dai cecoslovacchi a spese dell’Inghilterra, tornata da Praga con due reti al passivo. Lo stesso Hugo Meisl, appena sconfitto dagli azzurri, accredita i boemi di una migliore condizione fisica, acquistata nel corso della competizione.
Roma (Stadio del P.N.F.) – domenica 3 giugno 1934 – ore 16.30

CECOSLOVACCHIA – GERMANIA 3 – 1

RETI: 21’, Nejedly, 50’ Noack (G), 60’ e 81’ Nejedly.

CECOSLOVACCHIA: Planicka (cap.), Burgr, Ctyroký; Koštálek, Cambal, Krcil; Junek, Svoboda, Sobotka, Nejedlý, Puc

GERMANIA: Kress, Busch, Haringer; Zielinski, Szepan (cap.), Bender; Lehner, Siffling, Conen, Noack, Kobierski. C.T.: J. Erberger.

TERNA ARBITRALE: Barlassina (Italia); g.l.: Beranek (Austria), Escartin (Spagna).

SPETTATORI: 10.000.
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