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AMBROSIANA-JUVENTUS 2-1: LA DOMENICA PAZZA DI “PEPPINO” MEAZZA

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Per l’intero calcio italiano si apre una settimana di grande attesa: a Milano si scontrano Inter e Juventus, due grandi in lizza per la conquista dello scudetto. A movimentare ulteriormente la vigilia già di per sè tesa, a causa della rilevanza della gara, ci pensa il fuoriclasse interista “Peppino” Meazza.

Alle due di questa domenica di novembre tutti sono ormai allo stadio; tutti tranne Meazza! Non comprendendone il motivo, l’intero enturage interista è in ansia, mentre, probbabilmente, quelli della Juventus si fregano le mani, soprattutto i difensori per i quali si prospetta una domenica più tranquilla del previsto. Il panico aumenta; nei pressi degli spogliatoi si sentono discorsi del tipo:

Intanto l’orologio prosegue inesorabilmente la sua corsa verso le fatidiche 14,30, orario d’inizio della gara e il panico sta per prendere i connotati della disperazione.

Finalmente a qualcuno viene un’idea; senza dire nulla a nessuno, il massaggiatore, assieme ad un accompagnatore della società, sale su un’auto e prende la direzione del centro. In breve i due, entrano in una rinomatissima casa chiusa, meglio conosciuta come casino, prevedendo di trovarvi il ragazzo. Lo trovano proprio lì.

riflettono i due e ancora:

“Pepin” Meazza è ancora a letto nonostante siano ormai passate le 2, dorme profondamente e i due emissari dell’Inter giurano di averlo sentito anche russare. Lo svegliano, lo caricano in macchina e lo portano allo stadio, senza che si lavi nemmeno la faccia:

Durante il tragitto, in confidenza col massaggiatore, “Pepin” racconta di una pesante notte amorosa.

Gli chiedono e raccontano che nell’automobile, seduto
dietro, risponde stiracchiandosi:

Tra lo sgomento degli juventini il leone Pepin entra negli spogliatoi, dove gli infilano al volo una maglia.

9a GIORNATA: domenica 14 novembre 1937
                   

 Ambrosiana – Juventus           2-1      

55′ Ferraris II, 63′ Foni (JU) rig., 81′ Ferrari

Bari – Roma                2-0      

54′ Capocasale, 57′ Dué

Lazio – Livorno                      3-0      

38′ Piola, 77′ Busani, 84′ Riccardi

Liguria – Atalanta       2-1      

3′ Bollano, 64′ Violi, 78′ Savio (AT)

Lucchese – Fiorentina 2-1      

48′ Andreoli, 56′ Viani, 71′ Romagnoli (FI)

Napoli – Genoa                       2-2      

7′ Servetti, 21′ Giovi (NA), 33′ Scarabello, 40′ Rocco (NA)

Torino – Bologna        3-1      

50′ Palumbo, 56′ Reguzzoni (BO), 59′ Ferrero, 70′ Palumbo

Triestina – Milan         0-0

 CLASSIFICA:

Ambrosiana e Lazio 13; Juventus, Roma e Torino 12; Bologna e Milan 11; Genoa e Triestina 10; Bari 7; Fiorentina, Liguria, Lucchese e Napoli 6; Livorno 5; Atalanta 4.
Meazza è stato di parola! Nonostante la nottata trascorsa, non segna, ma si rivela decisivo nel mandare a segno i suoi compagni. Il fatto, alquanto boccaccesco, ai giorni nostri riempirebbe pagine e pagine di quotidiani sportivi e non, ma in questi anni trenta, estremamente pervasi di morale catto-fascista, portatrice di tabù sopravvissuti per molti anni anche alla caduta di Mussolini, che i calciatori, già belli, forti e ricchi, soddisfino le proprie esigenze sessuali in luoghi che per altri sono di perdizione, è un fatto abbastanza normale. In fin dei conti “la fuga dal ritiro” del più forte giocatore d’Italia, quello con lo stipendio più alto e l’auto più bella, è stata autorizzata dai suoi dirigenti.
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