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SANZIONI ECONOMICHE CONTRO L’ITALIA: INIZIA L’AUTARCHIA

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Il fatto di settimana, però, non riguarda l’attesa per l’importante incontro di cartello della nazionale azzurra, bensì quanto deciso dalla Società delle Nazioni lunedì 18 novembre in merito all’attacco italiano all’Etiopia. Il nostro Paese è stato considerato colpevole della violazione dell’articolo XVI del trattato della società che testualmente recita:

Vista così si tratta di una decisione altamente lesiva per l’Italia e per certi aspetti incomprensibile, soprattutto se si pensa che solo quattro anni prima non è stata presa nessuna decisione contro il Giappone invasore della Manciuria.

Nonostante le sanzioni siano state votate a larga maggioranza, molti Stati garantiscono a Mussolini che non avrebbero otemperato per intero ai dettami della decisione. Anche Francia e Gran Bretagna, le principali nazioni promotrici, garantiscono che avrebbero applicato le sanzioni solo per le materie prime d’importanza secondaria.

Per il regime la decisione della Società delle Nazioni costituisce un ottimo pretesto di propaganda contro gli Stati plutocratici che affamano l’Italia e, daltro canto, gli consente di chiedere sacrifici alla popolazione.

Nel frattempo all’Arena Civica di Milano non manca il pubblico delle grandi occasioni per la sfida all’Ungheria.

121: Milano (Stadio Civico Arena) – domenica, 24 novembre 1935 – ore 14,30

ITALIA – UNGHERIA                              2-2                (C.I. III ed. 8’a gara)

RETI: 43’ Sarosi (U), 69’ Colaussi, 70’ Giovanni Ferrari, 79’ Sarosi (U)

ITALIA: Ceresoli (Ambrosiana – Inter) 7, Monzeglio (Roma) 23, Allemandi (Roma) 18 (cap.), Pitto (Ambrosiana – Inter) 29, Monti (Juventus) 17, Bertolini
(Juventus) 26, Porta (Ambrosiana – Inter) 1, Demaria (Ambrosiana – Inter) 5, Meazza (Ambrosiana – Inter) 32, Giovanni Ferrari (Ambrosiana – Inter) 28, Colaussi (Triestina) 2. C.T.: V. Pozzo.

UNGHERIA: Szabo, Vago, Sternberg (cap.), Szaly, Tury, J. Dudas, Markos, Vincze, Sarosi I, Cseh II, Titkos. C.T.: K. Dietz.

ARBITRO: Wuenthrich (Svizzera).

SPETTATORI: 45.000

I magiari impongono il pari ai nostri. Grande protagonista è ancora una volta  la mezz’ala Bela Sarosi,uno dei migliori talenti in circolazione negli anni Trenta, ma per l’Italia segna Gino Colaussi,il quale, ogni volta che indosserà la maglia azzurra, troverà facilmente la via del gol, cosa che non gli è riuscita altrettanto frequentemente nel campionato italiano.

Al termine della gara gli azzurri ricevono la delicatissima coppa di cristallo di Boemia la quale  rimarrà per sempre nelle bacheche nostrane essendo questa
la seconda volta che l’Italia si impone nella manifestazione.

In questo modo inizia l’epoca dell'”AUTARCHIA”.
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