CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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PRIMO CARNERA SUL TETTO DEL MONDO!

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Mentre il mondo del calcio prepara la nuova stagione con gli ormai consueti prologhi del calcio mercato e della Mitropa Cup, l’attenzione degli appassionati di sport si sposta al Medison Square Garden di New York dove il 29 giugno il pugile Primo Carnera tenta l’assalto alla corona mondiale dei pesi massimi contro l’americano Jack Sharkey, dal quale era stato sconfitto qualche anno prima. L’incontro si risolve in un trionfo per l’italiano capace di mettere KO l’avversario alla sesta ripresa. Gli immigrati italiani presenti in massa al Madison esultano e con loro tutta la stampa di regime che può tessere le lodi di questo uomo che, nato poverissimo e costretto ad emigrare, è riuscito a farsi strada in un mondo diretto e gestito da quelle nazioni plutocratiche che stanno facendo di tutto per mettere in ginocchio il laborioso popolo italiano. Per molti mesi le pagine dei giornali racconteranno la storia di questo ragazzone di oltre due metri, divenuto, a detta di tutti, l’uomo più forte del mondo, il novello Maciste.


Fin dalla nascita avvenuta a Sequals, paesino friulano in provincia di Pordenone a circa 40 chilometri da Udine, il 25 ottobre 1906, PRIMO CARNERA dimostra di essere una persona fuori dal comune, pesando ben 8 chilogrammi. Primo ha uno sviluppo fuori del normale che rende difficile vestirlo e nutrirlo, soprattutto a causa delle precarie condizioni economiche della famiglia, in particolare dopo la partenza del padre chiamato al fronte nella Prima Guerra Mondiale. Giovanissimo Carnera emigra in Francia presso gli zii dove svolge l’attività di carpentiere e dove viene a contatto per la prima volta col mondo della box. Ma è in veste di lottatore nello staf di un circo che può mettere in mostra tutta la sua forza. Durante un’esibizione viene notato dall’ex campione di Francia dei pesi massimi Paul Journée, il quale viste le potenzialità di pugile, propone al friulano di diventare un boxeur. Journée non ha contratti e compensi da offrirgli e sulle prime Carnera, che sa cosa significhi la fame e la miseria, non prende in considerazione la proposta. Ciò avviene per poco tempo, perché Primo decide di abbandonare il circo, di riprendere la professione di carpentiere e di allenarsi nella palestra di Journée.

Inizia così la sua carriera di pugile. Journée lo fa vedere al manager Leon See il quale, rimasto impressionato dalla mole del friulano, inizia ad organizzargli degli incontri, accordandosi con i giornalisti locali per aumentarne la popolarità. Comunque Carnera vince e per lui è relativamente semplice guadagnarsi un incontro da professionista. Ciò avviene il 12 settembre 1928 a Parigi e il match si risolve con una vittoria al secondo round, così come i seguenti cinque incontri. Qualcuno insinua che i successi di Carnera non siano reali, ma frutto di combinne di cui, comunque, l’atleta è perfettamente all’oscuro. E’ soprattutto la stampa italiana a trattare male il campione il quale decide di lasciare il nostro Paese per emigrare negli Stati Uniti nel 1930.

La nazione americana sitrova in piena crisi economica e in pieno proibizionismo, situazione che non sfiora minimamente il mondo del pugilato, attorno al quale, però, girano persone poco pulite. C’è anche la mafia italo-americana che su Carnera investe migliaia di dollari costringendolo a numerosi incontri. Inconsapevole di tutto questo il friulano dà l’anima ogni volta che sale sul ring vincendo 18 dei primi venti incontri disputati e accrescendo la sua popolarità.

La svolta della carriera avviene quando sconfigge lo spagnolo Paolino Uzcudum, nonostante sia stato costretto ad indossare guantoni più piccoli della sua misura.

Divenuto un eroe si inizia a parlare di titolo mondiale, chanse che gli viene data proprio in questo giugno del 1933, anno iniziato per Carnera nel peggiore dei modi. A febbraio, infatti, ha sconfitto lo statunitense Shaw mandandolo al tappeto. I pugni subiti hanno provocato un’emorragia cerebrale che ha condotto l’atleta alla morte. Sconvolto Carnera decide di ritirarsi, ma la famiglia, la madre di Shaw e le proposte cinematografiche lo hanno aiutato a superare il brutto momento e due mesi dopo la tragedia ecco Carnera pronto ad allenarsi e a preparare l’evento che ne ha fatto uno dei grandi personaggi sportivi del XX secolo.
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