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INIZIA LA PRESIDENZA VACCARO

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Nel 1933 Giorgio Vaccaro diventa il nuovo presidente della F.I.G.C., aprendo il periodo che porterà il maggior numero di successi a livello di nazionale azzurra nella storia del calcio italiano.

Per il neo Presidente Federale c’è immediatamente un appuntamento fondamentale in quanto la stagione entrante si concluderà con il mondiale, il primo ad essere organizzato in Europa e precisamente in Italia, le cui autorità politiche hanno fortemente voluto questa manifestazione sportiva per avere l’occasione di mostrare al mondo tutta l’efficienza organizzativa della popolazione governata dal Partito Fascista di cui Vaccaro stesso è un importante esponente.



nasce a San Marzanotto d’Asti il 12 ottobre 1892, ma diventa romano d’adozione in quanto in tenera età si trasferisce nella Capitale con la famiglia. Fin da ragazzo si dà anima e corpo al mondo dello sport praticando con buoni risultati pugilato, scherma e ciclismo.

Tuttavia è da dirigente che Vaccaro dà il meglio di sè entrando a far parte della come consigliere della Federazione Scherma. Da grande amante dello sport non rimane indifferente nemmeno al mondo del calcio di cui, senza averlo mai praticato, diventa un grande dirigente assumendo la carica di presidente della Lazio, opponendosi alla fusione con le altre squadre romane avvenuta nel 1927 dai vertici fascisti per dare alla capitale una compagine vincente.

Date le sue capacità dirigenziali, a Vaccaro, nel 1928, viene consegnata anche la poltrona presidenziale della Federazione Italiana Rugby di cui diventa il primo Presidente. Nel frattempo è entrato a far parte anche del Consiglio Nazionale del Coni, di cui diventa segretario nazionale nel 1933.

Vinto tutto ciò che c’è da vincere a livello di rappresentative nazionali, nel 1939 entra a far parte del CIO con la carica di consigliere, posizione che manterà fino al 1949. La caduta del Regime fascista, invece, lo ha messo in disparte fino agli anni sessanta quando divverrà membro della Corte Federale della Federcalcio (1960-64), per tornare alla presidenza della Lazio nella stagione 1964-65.

Rimarrà legato ai colori bianc’azzurri fino alla morte avvenuta a Roma il 25 settembre 1983 alla bella età di 91 anni.

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