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GIUSEPPE DELLA VALLE

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Bologna, 25 novembre 1899, fratello di altri due rossoblu Guido e Mario, proviene da una famiglia nobile. Laureato in Ingegneria, il suo rango si è fatto sentire,
eccome, all’interno della squadra.

All’età di dieci anni ha visto nascere il Bologna, fondato, fra gli altri, anche dal fratello Guido, partecipando, come spettatore rapito, ai primissimi incontri disputati ai campi della Caprara, nella vecchia Piazza D’Armi.

Ha giocato nel Bologna dal 1916 (campionati Regionali a causa del conflitto bellico) alla stagione 1930/31 collezionando 208 partite accertate e 103 gol (o porte come si chiamavano all’epoca le reti realizzate); fonti ufficiose parlano di 130 gol fatti, ma il tutto, condito in un’epoca pionieristica, non
è riscontrabile nei dati ufficiali.

Vincitore di due scudetti (1925 e 1929) ha partecipato alle Olimpiadi di Parigi nel 1924, convocato in Nazionale da Vittorio Pozzo che lo trasforma, in quell’occasione, in centravanti puro. In maglia azzurra giocherà complessivamente 17 gare realizzando sei reti.

Pozzo lo ha definito

  Grazie al vecchio tecnico Geppe è stato liberato dalla prigionia in un campo di concentramento tedesco, durante la seconda guerra mondiale.

Nel Bologna ha ereditato la fascia di capitano dal compianto Angelo Badini ed attorno a lui sono cresciuti i vari Schiavio, Muzzioli, Baldi . I suoi duetti con l’amico “Anzlèin” Schiavio sono rimasti a lungo scolpiti nella memoria; l’allenatore Felsner di luiha sempre detto:

Il più grande apprezzamento lo ha fatto il mediano Pietro Genovesi, suo compagno di squadra con il quale non si parlava per antichi dissapori, che lo ha
definito insostituibile, richiedendo al gerarca Arpinati di farlo ritornare dopo il suo trasferimento all’Istituto Case Popolari (era Ingegnere), avvenuto nel 1927. Arpinati ha accontentato Genovesi,
facendo ritornare Della Valle (che ha continuato a giocare più da suggeritore che non da punta) e l’anno successivo il Bologna vincerà il suo secondo scudetto.

Fra le sue numerose segnature alcune vanno obbligatoriamente ricordate:

La rete che fece vincere il Bologna a Genova nella gara di ritorno del famoso spareggio nel 1925;

 le tre marcature che regalarono il primo scudetto contro l’Alba di Roma;

il gol segnato al mitico portiere spagnolo Zamora nell’incontro inaugurale dello
Stadio Littoriale nel 1927;

i 5 centri in un’unica partita contro il Milan, battuto 8-0 nel 1922.

Ha giocato la sua ultima partita il 26 aprile 1931 a Bologna contro il Genoa; il match è terminato 1-1 e la marcatura rossoblu porta la sua firma; in porta
nel Genoa giocava Manlio Bacigalupo, altra sua “vittima” illustre.

Come Schiavio ha smesso l’attività agonistica a 32 anni, ma ha continuato a prestare la propria esperienza al Bologna per lunghissimi anni, sostituendo anche l’allenatore Nagy, nel 1933 e diventando anche vice-presidente durante il trentennio “Dallariano”.

Ricordando quei tempi l’Ingegner Della Valle ha scritto:

Muore nel 1975.

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