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ITALIA-GERMANIA 2-1: L’ESORDIO RADIOFONICO DI NICCOLÓ CAROSIO

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Il “Dio del pallone”, però, non contempla una così lunga astinenza dalle competizioni. Ci pensa la nazionale a colmare il vuoto, scendendo in campo contro la Germania

il primo di gennaio del 1933.

Ancora una volta si trovano di fronte le due nazioni più tartassate dagli esiti dei trattati di pace del 1919. Se l’Italia, pur tra mille difficoltà economiche, ha

trovato la propria stabilità sociale, altrettanto non si può
dire per la nazione tedesca. Strangolata dai debiti di guerra e dalle conseguenze catastrofiche della crisi del 1929,  la Germania attende con impazienza i risultati

delle elezioni previste per la fine di gennaio per provare a ricominciare tutto da capo. In lizza c’è un partito politico dimostratosi abile nell’ottenere consensi in

tutti gli strati della popolazione: quello nazional-socialista di Adolf Hitler pronto ormai a salire al potere.

In Italia, tuttavia, non si presta poi tanta attenzione alle vicende altrui (non si sa ancora che nel volgere di pochi anni saremo legati a doppio filo con il popolo

tedesco in
un tragico destino); si pensa alla gara. Due le novità proposte da Vittorio Pozzo: l’esordio del mediano della Fiorentina Mario Pizziolo e l’arretramento nel ruolo di

mezz’ala destra di Giuseppe Meazza per far posto alla potenza di Angiolino Schiavio. Prende vita qui una delle piu forti coppie di mezz’ali della
storia del calcio mondiale: quella formata da Giuseppe Meazza e Giovanni Ferrari: il primo dotato di fantasia ed imprevedibilità, il secondo dotato di grande

raziocinio.

Per i molti possessori di un apparecchio radiofonico che, un po’ assonnati per i festeggiamenti del capodanno intendono seguire la partita, ci sarà una novità: dai

microfoni non si sentirà più la voce del giornalista Giuseppe Sabelli Fioretti, ma inizia l’era delle cronache di Niccolò Carosio.

 102: Bologna (Stadio “Littoriale”) –domenica, 1 gennaio 1933 – ore 14,30

ITALIA – GERMANIA                              3-1                 (Am.)

RETI: 2’ Rohr (G), 24’ Meazza, 27’ Costantino, 58’ Schiavio

ITALIA: Gianni (Bologna) 5, Monzeglio (Bologna) 12, F. Gasperi (Bologna) 5, Pizziolo (Fiorentina) 1, L. Monti (Juventus) 2 (st. Colombari (Napoli) 9), Bertolini

(Juventus) 12, Costantino (Roma) 19, Meazza (Ambrosiana – Inter) 16, Schiavio (Bologna) 14 (cap.), Giovanni Ferrari (Juventus) 12, Orsi (Juventus) 21. C.T.: V. Pozzo.

GERMANIA: Jakob (Buchloh), Haringer, Wendl, Gramlich, Leinberger (cap.), Knöpfle, Bergmaier, Krumm, Rohr, Malik, Kobierski (Joppich). C.T: O. Nerz.

ARBITRO: Baert (Belgio).

L’esordio di questo giovane palermitano, che si è esercitato nell’arte delle radio-cronache nel retrobottega di un negozio di

apparecchi radiofonici e che, in sede di provino, ha stupito tutti inventandosidi sana pianta un Bologna-Juventus ricco di gol, è terribile: per due minuti non

proferisce parola lasciando gli ascoltatori nel panico. Il gol tedesco ha l’effetto di risvegliare gli azzurri, ma probabilmente anche quello di squotere il giovane

Nicolò destinato a diventare per 37 anni la voce ufficiale del calcio italiano. Sarà lui ad inventare l’intera terminologia italica per questo sport di chiara matrice

anglo-sassone: con lui il gol diventa rete, il corner calcio d’angolo e un tiro che passa vicinissimo alla porta quasi rete.


Passato lo spavento gli azzurri prevalgono e si festeggia il ritorno al gol di Angiolino Schiavio con la maglia della nazionale proprio nella sua Bologna che lo ha

visto per la prima volta capitano degli azzurri.

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