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CALCIO MERCATO 1932 E LA FINE DELL’ERA ARPINATI

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Il calcio, completamente libero da impegni a causa del momentaneo stracismo del Comitato Olimpico, deve rispondere in qualche modo. Per farsi notare, la Federcalcio è impegnata in un puntiglioso lavoro diplomatico per cercare di ottenere l’organizzazione dei mondiali del 1934; ci sono buone possibilità in quanto la concorrente principale è la Svezia, che non può certo vantare le strutture logistiche e nemmeno la struttura organizzativa italiana. Questo è l’ultimo atto del duo Arpinati-Zanetti. Per motivi non ancora chiariti del tutto, probabilmente il gerarca bolognese è entrato in conflitto col responsabile della propaganda fascista Achille Starace,
Leandro Arpinati sta cadendo in disgrazia al regime ed è costretto a lasciare la guida della federazione. Toccherà ad altri raccogliere i frutti di quanto da lui seminato.

In quest’estate, però, il mondo del pallone che indirettamente acquista ancora maggiore notorietà da quanto elencato sopra, vive sulle manovre delle squadre sconfitte negli anni precedenti, volte a togliere lo scudetto dalle maglie della Juventus.

Innanzitutto si segnala la campagna rafforzamento dell’Inter che si assicura le prestazioni del difensore Setti del Modena, della mezz’ala Mihalic del Napoli e del centr’attacco Levratto, che con Meazza va a comporre un tandem fenomenale.

Molto attive sono anche le compagini della Capitale: la Roma si aggiudica il difensore del Modena, già nazionale, Dugoni e Banchero I del Genoa, mentre la Lazio, liberatasi dimolti presunti campioni brasiliani, si aggiudica la rivelazione Bisigato del Bari e fa ritornare Piero Pastore dal Milan in cambio del centrocampista
Mario Malatesta.

La Fiorentina cerca di riconfermare l’ottimo campionato precedente acquistando dal Casale la rivelazione della stagione precedente Aldo Borel I, mentre il Napoli acquista Pietro Ferraris II dalla Pro Vercelli che arriva assieme ad altri buoni giocatori.

La Juventus, tuttavia, non rimane a guardare: Federico Munerati è ormai in là con gli anni e bisogna iniziare a pensare al futuro. Il club torinese decide di puntare sull’Italo-brasiliano Sernagiotto. Inoltre verrà lanciato in prima squadra Felice Borel II.

Questo campionato, però, passa alla storia in quanto registra l’esordio di una regione ad alto livello: la Sicilia rappresentata dal Palermo. I rosa-nero decidono di fare le cose in grande
per non essere delle meteore e si assicurano le prestazioni della mezz’ala Chiecchi III dalla Fiorentina e quelle dell’uruguagio Hector  Scarone. Anche il Padova opera bene. Accanto ai suoi giovani molto interessanti, inserisce due attaccanti esperti come Aldo Spivach e Tansini.

Il campionato prende il via salutando un autentico fuoriclasse: Adolfo Baloncieri, la stella degli anni venti che per limiti anagrafici è  sceso di categoria accasandosi al Como. La sua società d’appartenenza gli intitola il suo settore giovanile: nascono i Balon boys, autentica fucina di campioni come Giacinto Ellena,
Federico Allasio, Virginio Maroso, Giorgio Ferrini, Paolino Pulici e Gian Luigi Lentini, tutti cresciuti alla grande scuola granata.
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