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LA MITROPA CUP 1931

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Nonostante la crisi economica descritta nella pagina precedente, il mese di luglio continua a far da ponte tra la stagione appena conclusa e quella che va ad iniziare, mentre la Francia impazzisce per l’ormai tradizionale Tour vinto dall’idolo di casa Antonin Magne. Assente Alfredo Binda, i colori italiani vengono ottimamente difesi dal bergamasco Antonio Pesenti salito sul gradino più basso del podio.

La compagine piemontese è impegnata contro lo Spartak di Praga e tra
le mura amiche prevale per 2 a 1. Contemporaneamente Volk e soci si recano in Cecoslovacchia e contro lo Slavia di Podrazil ottengono un buon pareggio per 1 a 1.

Nella gara di ritorno i capitolini estromettono lo Slavia per 2 a 1 mentre la Juventus viene sconfitta di misura per 1 a 0. Spartak e Juventus si incontrano nella bella che vede uscire vincitori i cecoslovacchi per 3 a 2. La roma rimane perciò l’unica rappresentante italiana nella competizione e deve affrontare gli
austriaci del First di Vienna. La gara coincide con l’inizio del campionato italiano perciò i giallo-rossi devono anticipare l’esordio contro il Modena.
ANTICIPO 1’a GIORNATA: domenica 13 settembre 1932
Roma – Modena           4-2

10′ Volk, 17′ Lombardo, 21′ Piccaluga (MO), 26′ Lombatti (MO), 45′ Chini, 57′ Costantino
 La Roma esordisce ottenendo una vittoria convincente, ottimo viatico per la gara che si appresta ad affrontare la domenica successiva in Austria.

Nel frattempo Firenze è in festa: infatti viene inaugurato il nuovo stadio fortemente voluto dal presidente Marchese Ridolfi L’alta torre della Curva di Maratona e le scale elicoidali ne fanno una struttura avveniristica. Per l’occasione viene affrontato in amichevole l’Admira Wacher di Vienna e i viola
si impongono per 1 a 0 grazie ad un gol di “Nino” Petrone. L’esordio del forte centr’avanti uruguagio è l’altra attrazione di giornata. Forte fisicamente, il giocatore era già balzato agli onori delle cronache internazionali durante le Olimpiadi del 1924. Di lui Hector Scarone diceva che bastava lanciare in avanti il pallone che il gol era cosa presso che fatta. Le cronache, al limite tra leggenda e verità narrano di reti sfondate, di portieri svenuti e di avversari gravemente feriti in quanto hanno avuto la sfortuna di incrociare la traiettoria delle sue violente cannonate; quando però Petrone, durante
il primo allenamento sfonda una vetrata posta a trenta metri dal campo del Giglio dopo aver mancato la porta, si capisce che quanto narrato dalle cronache d’oltreoceano probabilmente è vero.

Con queste premesse inizia la caccia al trono della Juventus.
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