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ITALIA-UNGHERIA 3-2: NASCE LA “ZONA CESARINI”

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Il nuovo stop al campionato è dovuto al ritorno della Coppa internazionale: arriva l’Ungheria. Assente Meazza, il commissario tecnico Vittorio Pozzo fa rientrare nel giro Giulio Libonatti.

L’importante impegno contro i magiari va in scena al termine di una settimana che si rivelerà cruciale per i destini degli italiani: infatti Benito Mussolini nomina Starace a segretario del partito fascista italiano.

Si tratta del capo della propaganda del regime: colui che in pratica si prende l’onere di formare la coscienza fascista della popolazione. A lui si debbono infatti la divisa nei posti pubblici, il saluto romano, l’uso del voi e la consuetudine di rivolgersi a Mussolini con l’appellativo di DUCE. Inoltre egli porta avanti un programma di depurazione della lingua da tutti i termini stranieri. Questo riguarda anche il calcio ricco di parole mutuate dall’inglese. Anche grazie all’opera di Nicolò Carosio, il più grande radio-cronista sportivo dell’epoca, Viene quindi introdotta l’usanza di chiamare il gol rete, il corner calcio d’angolo, e il penalty calcio di rigore.

 95: Torino (Campo Torino, via Filadelfia) –domenica, 13 dicembre 1931 – ore 14,30

ITALIA – UNGHERIA 3-2 (C.I. II ed. 4’a GARA)

RETI: 22’ Libonatti, 53’ Avar (H), 56’ Orsi, 60’ Avar (H), 90’ Cesarini

ITALIA: Combi (Juventus) 34 (st Sclavi (Lazio) 1), V. Rosetta (Juventus) 40 (cap.), Monzeglio (Bologna) 8, Pitto (Fiorentina) 23, Ferraris IV (Roma) 17, Bertolini (Juventus) 7, Costantino (Roma) 13, Cesarini (Juventus) 7, Libonatti (Torino) 17, Ferrari G. (Juventus) 9, Orsi (Juventus) 14. C.T.: V. Pozzo.

UNGHERIA: Ujvari, Gy. Dudas, F. Kocsis, Borsanyi, I. Sarosi, Lazar, Titkos, Takacs II, Kalmar, Avar, Hirzer (cap.). C.T.: Mariassy.

ARBITRO: Mercet (Svizzera).

SPETTATORI: 40.000

“Zona Cesarini”

e’ una locuzione usata ancora oggi da cronisti e tifosi. Siamo negli ultimi minuti di questo entusiasmante Italia-Ungheria, con il risultato fermo sul 2-2.  Raffaele Costantino, mitica ala destra barese in forza alla Roma, si avvicina palla al piede all’area di rigore magiara ma tergiversa; su di lui, come un avversario, si getta Cesarini, lo carica, fa pochi passi, tira e segna. L’italo argentino compie questa prodezza in una delle sue prime partite con la maglia della nazionale e soprattutto dopo aver marcato una rete all’esordio – Italia-Francia – a gennaio e dopo essersi ripetuto a Berna a marzo, pareggiando proprio negli ultimi minuti. In campionato dove milita dal 1930, è già riuscito a
segnare alcune reti (anche se quasi mai decisive) poco prima del fischio di chiusura e precisamente contro Napoli, Torino, Brescia, Pro Vercelli e Lazio.

Da quel giorno e’ passato quasi un secolo e ancora oggi la “zona Cesarini” rimane a significare “gli ultimi minuti di gioco”.

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