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CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1929-30

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Tracciando un bilancio complessivo del campionato si può dire che non ha vinto una delle favorite, ma una compagine capace di mettere in evidenza ottime individualità. L’Inter non è stata solo Meazza, ma ha avuto un grande apporto anche da Blasevic, Serantoni e dal veterano Leopoldo Conti, che dieci anni dopo si ritrova
ancora campione d’Italia. Questo campionato sembra anche mettere fine alla triste storia di Luigi Allemandi, che ormai può lasciarsi definitivamente alle spalle la brutta vicenda dello scandalo di tre anni prima.

Altra sorpresa positiva è stata senz’altro il Genoa. Costruita attorno alla potenza di Felice Levratto, la compagine ligure si è giovata anche degli ultimi lampi di classe di Ottavio Barbieri e di Luigi Burlando.

Le altre tre grandi del momento, Juventus, Bologna e Torino, si trovano con organici da rinforzare o da rinnovare: ai bianconeri è mancato qualche cosa per continuare la marcia spedita che ne aveva caratterizzato l’inizio di campionato. Probabilmente hanno risentito del logico calo di forma dei vecchi Luigi Cevenini e Joseph Viola, i quali saluteranno la serie A,, mentre Bologna e Torino devono fare i conti con l’usura di organici che hanno dato e vinto tanto. L’Alessandria, ricca di campioni come Giovanni Ferrari, Renato Cattaneo e Luigi Bertolini, è crollata sul più bello uscendo presto dalla lotta che
conta. Ancora una volta si deve segnalare la latitanza delle squadre del centro sud, sebbene ricche di ottime individualità come Volk e Bernardini nella Roma, Vojak e Sallustro nel Napoli e Pastore e Spivach nella Lazio.
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