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CALCIO MERCATO 1929-30

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L’estate del 1929 trascorre nell’attesa di un campionato che, almeno sulla carta, si preannuncia estremamente equilibrato e spettacolare. I

campioni uscenti del Bologna partono con i naturali favori del pronostico. Quella felsinea è una compagine equilibrata ed affiatata il cui organico è impreziosito

dall’apporto di grandissimi giocatori come il centravanti Angiolino Schiavio e il capitano Giuseppe Della Valle. Sullo stesso piano si pongono il Torino dei vari

Baloncieri, Rossetti e Libonatti e la Juventus che può finalmente schierare l’italo argentino “Mumo” Orsi affiancato dal connazionale Renato Cesarini. Un gradino

sotto, almeno in partenza, sembrano essere l’ Inter del giovanissimo “Peppino” Meazza, la Roma dei vari Bernardini, Ferraris IV e Volk e il Genoa fondato ancora

sull’intelaiatura
della squadra campione d’Italia nel 1924 arricchita dall’apporto di Felice Levratto, che ha raggiunto ormai la sua piena maturità atletica e di Elvio Banchero,

rivelazione delle ultime due stagioni.

Ai nastri di partenza si presentano anche compagini che durante l’estate hanno operato un’importante campagna di rafforzamento: le due “regine del mercato” sono il

Napoli e la Lazio. Il presidente della squadra partenopea fa le cose in grande ingaggiando il tecnico inglese
William Garbut mettendogli a disposizione una formazione altamente competitiva grazie all’acquisto del terzino del Torino Giovanni Vincenzi e delle mezz’ali istriane

Antonio Vojak dalla Juventus e Marcello Mihalich dalla Fiumana che con Attila Sallustro andranno a comporre un fenomenale trio d’attacco.

Non meno attivo si dimostra il presidente della Lazio Giorgio Vaccaro capace di portare a Roma, strappandolo al Milan, il forte centr’avanti Mario Pastore e il

giovane Alfredo Foni, scoperto nelle file dell’udinese.

Sono 18 le squadre ammesse a questa prima edizione della serie A ed in ognuna di esse vi sono giocatori in grado di cambiare da soli l’esito di una gara: l’Alessandria

può puntare sull’estro di Giovanni Ferrari, il Livorno sulla classe e sul dinamismo di Mario Magnozzi, il Padova sui gol di Giovanni Vecchina, così come la Pro patria

può contare su quelli di Carlo Reguzzoni; il Modena si affida ai colpi di Alfredo Mazzoni e Piccaluga, mentre il Milan, secondo l’anno precedente, spera
nelle prodezze dei vari Santagostino, Torriani, Ranelli e Tansini, ala sinistra dal talento sopraffino ma dalle “caviglie di vetro”.

Il resto della serie A è formata da squadre prive di campioni affermati, ma che puntano tutto sull’organizzazione di gioco. L’esempio più fulgido del momento è

rappresentato dal Brescia che, grazie ad un gruppo di giovani promettenti è riuscito a raggiungere un’incredibile seconda posizione l’anno precedente e che ora mira ad

un campionato di buon livello.

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