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UNGHERIA-ITALIA 0-5: ARRIVA LA PRIMA COPPA INTERNAZIONALE

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Nuovo stop per la nazionale, ma questa volta si fa sul serio. Infatti ci si reca in Ungheria per l’ultima sfida valida per la Coppa Internazionale.

La tattica degli azzurri è il “metodo” italianizzato in quanto caratterizzato da un veloce contropiede. Nell’ultimo turno della Coppa Internazionale la situazione è di grande equilibrio: Austria e Cecoslovacchia hanno concluso le loro partite e hanno 10 punti; Italia e Ungheria seguono con 9 punti e una partita in meno, ovviamente questa. I timori sono molti in quanto, tra l’altro, si gioca su Un campo dove gli azzurri non hanno mai vinto. Un risultato di parità porterebbe ad una serie di spareggi; mentre la vittoria di una delle due compagini garantisce il successo nella competizione.

In breve contro i magiari l’Italia disputa una vera e propria finalissima!Vittorio Pozzo schiera una formazione, con molti volti nuovi rispetto alla sconfitta del Prater. In attacco non regna più il Torino,ma la seguente linea con Costantino, Meazza, ed Orsi, ovvero due veloci ali e un centravanti di potenza. La principale attrazione è costituita da Giuseppe Meazza, che ha gia debuttato contro la Svizzera e che con i suoi gol sta trascinando l’Ambrosiana-Inter allo scudetto. In questa partita fondamentale esordisce il terzino destro del Bologna Eraldo Monzeglio.
86: Budapest (Ferencvaros) –domenica, 11 maggio1930 – ore 16,00

UNGHERIA-ITALIA 0-5 (CI. I ed. VIII gara))

RETI: 17’, 65’ e 70’ Meazza, 72’ Magnozzi, 84’ Costantino

UNGHERIA: Aknai, Koranyi I, Fogl III, Borsanyi, Turay (cap.), Vigh, Markos, Takacs II, Opata, Hirzer, Titkos. C.T.: Hirzer.

ITALIA: Combi (Juventus) 25, Monzeglio (Bologna) 1, Caligaris (Juventus) 46, Colombari (Torino) 5, Ferraris IV (Roma) 8, Pitto (Bologna) 15, Costantino (Bari) 5, Baloncieri (Torino) 46 (cap.), Meazza (Ambrosiana – Inter) 4, Magnozzi (Livorno) 25, Orsi (Juventus) 5. C.T.: V. Pozzo.

ARBITRO: Bauwens (Germany).

SPETTATORI: 40,000
La partita vede una forte difesa azzurra abile ad annullare gli insistenti attacchi magiari e ad innescare le due punte velocissime. Sarà proprio il “balilla” a strapazzare i padroni di casa. Il portiere Aknai viene superato per ben cinque volte! Tripletta di Meazza e reti conclusive di Magnozzi e Costantino che
sono la chiara testimonianza di un’autentica lezione di calcio inflitta a domicilio a coloro che troppo spesso si erano divertiti a strapazzare le nostre compagini. L’Italia vince la Coppa Internazionale, primo titolo della sua storia. Il trofeo, fatto di cristallo di Boemia e quindi fragilissimo, viene consegnato a Vittorio Pozzo che lo porterà nel viaggio in treno fino a Milano sempre sottobraccio e avvolto in uno strato di ovatta. Questa vittoria premia anche l’immensa carriera di Adolfo Baloncieri, grande capitano che per oltre un decennio si è prodigato per portare in alto la nazionale.

Al rientro gli azzurri vengono accolti da titoli altisonanti sui giornali tutti tesi ad esaltare questi baldi giovanotti espressione di una nazione guerriera che, in barba a tutte le avversità e nonostante i sopprusi delle potenze vincitrici che, avvalendosi delle condizioni di pace imposte dal trattato di Versailles, affamano la povera gente italica, si sta imponendo nel mondo, grazie all’illuminata guida del regime fascista. Intanto, però, la grave crisi economica e la scarsità delle risorse a disposizione ha convinto già da tempo la Federcalcio sull’inopportunità di affrontare l’attraversata dell’Oceano per partecipare alla prima edizione dei Campionati Mondiali che di li a poco si svolgerà in Uruguay.
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